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2“Quel terribile '92” presentato a Ostra
di Miriam Cuccu - Video e Foto
C'è la guerra in Bosnia, l'intervento italiano in Somalia, l'invio dei primi sms, la vittoria della Danimarca ai campionati europei. Ma anche la nascita di una figlia, il rock, i concerti, un pediatra che per la prima volta tiene un bimbo tra le mani. Sono grandi e piccoli eventi che costellano “Quel terribile '92”, il libro di Aaron Pettinari, giornalista di Antimafia Duemila, che ha ascoltato 25 voci diverse e le ha riunite in un unico volume, presentato ieri a Ostra (AN) all'evento moderato dal caporedattore Anna Petrozzi. A costituire una sorta di sottofondo corale, le stragi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino insieme allo scandalo di Tangentopoli, che ogni voce richiama alla memoria, da Fiorella Mannoia a Manuel Agnelli degli Afterhours, da Vauro a Giobbe Covatta. “Un'avventura entusiasmante - spiega Pettinari - la mia sorpresa è stata scoprire che quello fu un anno di svolta nei vissuti personali, oltre che per la storia nazionale, che hanno richiamato anche i miei ricordi. Nel '92 avevo 8 anni, le immagini delle stragi le ho riacquistate quando ho visto le riprese dei momenti dopo la strage, a 18. Questo libro (edito da Imprimatur e a cura di Pietro Orsatti, ndr) è una ricostruzione culturale e sociale che parte dal basso, di un anno fondamentale per capire l'oggi e il domani: ora né la politica né l'informazione sono più le stesse, ma all'epoca c'era una speranza di cambiamento, forse una promessa che è stata poi disattesa”.


“La capacità dell'autore - riflette Giovanni Spinosa, presidente del Tribunale di Ancona - è stata la sua originalità di pensiero, nel modo così diverso di raccontare un anno difficile” dove la fine dell'Urss, la nascita dell'Unione Europea, la riabilitazione di Galileo Galilei “sono colpi di colore che accompagnano la lettura, e la coralità sta proprio nell'incontro” tra quegli eventi e le bombe di Palermo. Per Pettinari c'è “un'interconnessione tra i racconti” che “danno diversi spunti di osservazione, tra chi in quell'anno aveva 18 anni, 30 o, all'inizio della propria carriera o, come Fiorella Mannoia, già cantante affermata, registrava 'I cieli di Irlanda' a Connemara” quando apprese dell'uccisione di Falcone e “si fece mandare gli articoli di giornale via fax”.
“La prima cosa che pensai quando appresi della strage di via d'Amelio - ricorda Spinosa - fu che non si ammazza prima Falcone e poi Borsellino senza un progetto unitario. E non smetto di pensarlo. Nessuno se lo aspettava, a 57 giorni di distanza. L'obiettivo vero non è mai stato solo la loro uccisione, quanto piuttosto il sovvertimento delle istituzioni. Quel progetto di ribaltamento si risolve sostituendo alla repubblica dei partiti e della rappresentanza quella delle burocrazie e delle carriere, dove il popolo conta sempre meno. Il senso che accompagna tutti i racconti - aggiunge - è la sorpresa, lo sgomento, la speranza. Ma, 25 anni dopo, anche un senso di amarezza, perché forse c'è la sensazione che delle stragi di Palermo abbiamo scoperto solo ciò che ci volevano far sapere”.
Secondo il presidente del Tribunale di Ancona “la riappacificazione” con il nostro passato “presuppone la conoscenza. Può arrivare quel momento, ma dobbiamo prima conoscere la storia. E su questo siamo ancora molto indietro”. Anche perché, sottolinea Spinosa, “c'è una totale mancanza di coraggio da parte degli intellettuali, e di capacità d andare controcorrente”. “Capire l'oggi è complesso - conviene Pettinari - ma al tempo stesso è importante, come cittadini, mettersi in gioco per cercare di capire, invece di delegare alla sola magistratura la ricerca di verità”. Certo, prosegue, “persino comprendere qual è il concetto di 'verità' dei fatti è difficile, soprattutto a tanti anni di distanza. Le domande sono ancora molte: la sparizione dell'agenda rossa, le stragi, da Portella della Ginestra a quelle del '93. Bisogna tornare a partecipare, a incontrarsi nelle piazze non solo virtuali. A questo proposito penso anche ai giovani, a chi in quel '92 non c'era. (tra i presenti il giovane gruppo Our Voice, che ieri ha presentato le sue attività fondate sul ballo, il canto e la recitazione per fare memoria, ndr) È importante - precisa Pettinari - farsi delle domande e cercare le risposte per riconquistare le nostre libertà e i diritti”.

ANTIMAFIADuemila
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