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grasso valeria webbdi Francesca Mondin
Ancora allarmi e preoccupazioni per la testimone di giustizia Valeria Grasso, a distanza di quasi due mesi dall'ultimo avvenimento inquietante, mercoledì quattro uomini hanno cercato di introdursi nella sua abitazione a Palermo. “Hanno scavalcato la recinzione e sono riusciti ad entrare nel giardino, li ha visti un mio collaboratore mentre guardavano insistentemente dentro casa, questi, come si sono accorti di essere scoperti, sono fuggiti con una Panda dentro la quale altri due uomini li stavano aspettando”. E' questo il racconto di Valeria Grasso che è stata avvisata dell'accaduto poco dopo. La casa, spiega la testimone, “è sottoposta ad un programma di vigilanza dinamica che prevede un itinerario programmato quindi facilmente prevedibile”, infatti la vigilanza sarebbe arrivata sul posto dopo che i quattro soggetti erano fuggiti. Il fatto che inquieta la testimone di giustizia è che “io dovevo rientrare in Sicilia proprio mercoledì pomeriggio ma per un inconveniente al lavoro non sono più partita”. “Cosa sarebbe successo se io e i miei figli fossimo stati dentro casa? Cosa volevano queste persone alle cinque di pomeriggio?” si chiede Valeria Grasso preoccupata. Ora ci saranno delle indagini per cercare di rispondere alle domande della testimone di giustizia ma al momento non si è riusciti a risalire all'identità di queste persone anche perchè la casa sembra non essere sottoposta ad alcun sistema di videosorveglianza. Valeria Grasso, dopo le sue denunce e le conseguenti minacce di morte, era entrata nel sistema di protezione in località protetta fuori dalla Sicilia per i rischi che correva come testimone di giustizia e solo in seguito ad una sua scelta tornò nella propria terra per lanciare un messaggio forte e quotidiano contro il racket. Da tempo la testimone di giustizia chiede che venga aumentato il suo livello di protezione o comunque che vengano forniti i mezzi necessari a chi la scorta ma ancora il livello previsto per lei è tra i più bassi. “Ieri il Comandante mi ha detto che porteranno la mia situazione al Comitato per l'ordine alla sicurezza e si riuniranno d'urgenza - spiega Valeria - ma lo hanno detto anche un mese fa”. “Mi sembra tutto ridicolo, ho paura per i miei figli - dice sconsolata la testimone di giustizia - ora sicuramente le telecamere le metterò io ma davo per scontato che fosse installata una videosorveglianza nascosta”. “Non so nemmeno più cosa dire perchè dopotutto io il mio dovere lo ho fatto, ho denunciato e continuo a portare la mia testimonianza nelle scuole, ora non posso che aspettare e sperare che arrivino presto le risposte dalla Procura”.

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