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sitin padrenostrodi Miriam Cuccu
Doveva durare dieci ore il sit in organizzato dal Centro Padre Nostro di Brancaccio per chiedere più sicurezza e tutela dopo gli ultimi atti intimidatori. Invece è bastata una sola ora prima che per Maurizio Artale (presidente del centro voluto da padre Puglisi, ucciso da Cosa nostra) si aprissero le porte della Prefettura di Palermo.
Artale ha incontrato il prefetto Antonella De Miro e il questore Guido Longo. Durante il colloquio Longo ha assicurato che saranno intensificate sia le attività di controllo che quelle investigative per assicurare alla giustizia i responsabili degli atti intimidatori subiti dal centro di accoglienza, e per questo ha sollecitato Artale a sporgere denuncia sui recenti atti vandalici subiti.
Da anni ormai il centro che accoglie giovani e anziani del quartiere è oggetto di atti vandalici. Gli ultimi risalgono alla scorsa settimana, quando il 13 giugno, in due episodi differenti, sono state lanciate delle bottiglie di vetro contro la terrazza della struttura.

20160622 sitin padre nostro

Non solo. Due giorni dopo è stato rotto un lampioncino che illumina il giardino dedicato al Pino Puglisi, lì dove oggi vive la sua Casa-Museo. E solo ieri è stata recisa la rete di recinzione, già precedentemente sostituita dopo essere stata rubata da ignoti. Da qui è nata l'esigenza di organizzare un sit in per gettare luce sui rischi che il centro corre. “Invito i cittadini di Brancaccio che amano Padre Pino Puglisi a unirsi a questa manifestazione simbolica” era stato l'appello di Artale. “La nostra preoccupazione, rivolta su ciò che accade a Brancaccio, è ancor più pesante se si pensa all’assenza delle Istituzioni, inoperose nel predisporre un piano di controllo e sicurezza territoriale nei confronti di un 'presidio di legalità', che oggi offre servizi a sostegno della gente del quartiere e di Palermo”. Così volontari e sostenitori si sono organizzati in turni per “coprire” le dieci ore previste per il sit in, l'ultimo dei numerosi appelli lanciati affinchè la tutela del centro diventi oggetto di un serio impegno istituzionale. Proprio sui mancati riscontri in merito, hanno sostenuto sia De Miro che Longo, ciò che ha influito negativamente è stato il nuovo mandato del Prefetto, che ha comportato il riassetto della macchina organizzativa. Certo è che, da oggi in poi, quanto è stato riferito ad Artale dovrà necessariamente tradursi in reale sostegno e protezione nei confronti del centro di Brancaccio e di tutti i volontari.
Intanto la protesta si sposterà, alle ore 20, presso il cantiere che darà vita al Centro Aggregativo per Anziani a Brancaccio. Proprio il luogo che più degli altri, nell'ultimo periodo, ha subito la raffica di atti intimidatori.

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