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di Aaron Pettinari

I cittadini rispondono all'appello di Scorta civica
Al grido "Fuori vespa dalla Rai" e "La Rai è nostra e non di Cosa nostra" un gruppo di cittadini e membri delle associazioni Scorta civica, Agende Rosse e ANPI, questa mattina, si è ritrovato davanti alla sede palermitana della Rai. Una manifestazione indetta dalla stessa Scorta civica, il comitato di associazioni e cittadini nato su iniziativa di Salvatore Borsellino per sostenere i magistrati minacciati dalla mafia, per protestare dopo la messa in onda dell'intervista al figlio del Capo dei capi.


"Oggi siamo qui per esprimere la nostra indignazione. - dice il portavoce Giorgio Colajanni - L'intervista fatta a Giuseppe Salvatore Riina non e stata in alcun modo degna del servizio pubblico ma una promozione del libro stesso del terzogenito del capomafia. Quello che è accaduto è inqualificabile. Vespa ha fatto finta di non sapere. Siamo qui per chiedere le dimissioni di Bruno Vespa e anche la radiazione di un giornalista che sì è prestato a giochi sporchi e che offendono tutti i familiari di vittime di mafia ed i cittadini onesti". Sul punto l'associazione ha anche inviato una lettera alla commissione di vigilanza della Rai. Alla manifestazione erano presenti anche i familiari delle vittime della mafia tra cui Ferdinando Domè, la famiglia Domino e Augusta e Vincenzo Agostino. Proprio quest'ultimo ha dichiarato: "Di fronte alla schifezza fatta dalla Rai è giusto protestare. Come si può ospitare il figlio del carnefice Totò Riina? Per noi un'offesa più grave di quando ci hanno tolto i nostri cari. Di quando mi hanno tolto mio figlio, mia nuora e il bimbo che portava in grembo. Se questa è la condizione credo che sia doveroso non pagare il canone perché questo non può essere il servizio pubblico. Vespa e la Rai dovevano impedire questa messa in onda, invece non l'hanno fatto ed hanno permesso al figlio di Riina di lanciare i suoi messaggi mafiosi, dicendo che la famiglia è sacra. Possibile che nessuno ha compreso questo? Nessuno ha capito cosa c'è dietro? Così si offendono le persone oneste e la nostra intelligenza". In mattinata è anche arrivato il sindaco Leoluca Orlando. Ricordando che il Comune sta avviando una azione legale contro l’Azienda e contro i responsabili della trasmissione, Orlando ha detto di essere “presente alla manifestazione quale Sindaco della città, per protestare contro un comportamento indecente da parte del servizio pubblico. Non possiamo accettare – ha aggiunto Orlando – che la RAI sia genuflessa di fronte
ai mafiosi e arrogante nei confronti delle istituzioni. Per altro, il comportamento arrogante tenuto dai vertici dell’Azienda dovrebbe anche far riflettere sulla reale utilità della Commissione di Vigilanza di fronte alla quale la RAI ha sostanzialmente sostenuto la propria equidistanza fra mafia e antimafia e ha preteso di applicare agli assassini mafiosi la par-condicio con le loro vittime”.

Foto © ACFB

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