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gratteri nicola web7Al Csm si decide tra i due nomi
di AMDuemila
Tre voti per Nicola Gratteri, due per Mario Spagnuolo, un astenuto. E’ questo l’esito della votazione della quinta commissione del Consiglio superiore della magistratura che ha quindi ristretto la lista di sette candidati in corsa per succedere a Vincenzo Antonio Lombardo (andato in pensione lo scorso dicembre) alla carica di procuratore della Repubblica di Catanzaro.
In particolare a favore dell’attuale procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria avrebbero votato Maria Elisabetta Casellati, nominata in quota Forza Italia, il cosentino Massimo Forciniti, rappresentante di Unicost, e Claudio Maria Galoppi, esponente di Magistratura indipendente. Si è astenuta, invece, Paola Balducci, altra laica di sinistra. A favore dell’attuale procuratore capo di Vibo Valentia si sono espressi i due rappresentanti di Area, Lucio Aschettino e Valerio Fracassi.
Gratteri è da anni in prima linea nella lotta contro la 'Ndrangheta, espero di criminalità calabrese internazionale, e vive sotto scorta dall'aprile 1989.
Il 21 giugno del 2005, il Ros dei Carabinieri ha scoperto nella Piana di Gioia Tauro un arsenale di armi (un chilo di plastico con detonatore, lanciarazzi, kalashikov, bombe a mano) che sarebbe potuto servire per un attentato ai suoi danni.
Dal 2009 è diventato procuratore aggiunto della Repubblica di Reggio Calabria ed è impegnato in delicate indagini sulle cosche ed i loro rapporti con i cosiddetti "colletti bianchi" oltre all’attività nel narcotraffico. Negli anni passati è stato membro della “task force”che ha elaborato per il governo Letta proposte in tema di lotta alla criminalità organizzata.
Nel febbraio successivo il suo nome è stato a lungo in lizza per l'incarico di Ministro della giustizia per il governo Renzi per poi divenire presidente della commissione per l'elaborazione di proposte normative in tema di lotta alle mafie.
Mario Spagnuolo invece è dal 2008 alla Procura di Vibo Valentia. Per lui si tratterebbe di un ritorno nel capoluogo di regione dove ha svolto l'importante incarico di procuratore aggiunto e coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro dove ha preso, diretto e conosciuto numerose operazioni contro i clan condotte negli ultimi anni anche a Vibo Valentia sia dai Carabinieri che dalla Polizia e nelle quali un ruolo centrale stato svolto anche dal sostituto procuratore Marisa Manzini. A Vibo si è occupato soprattutto di inchieste nel settore dei reati ambientali, finanziari, ma anche nella risoluzione di delicati casi di omicidio. Nel 2010 è stato destinatario di pesanti minacce da parte di esponenti della criminalità vibonese.

Ad essere esclusi dalla corsa (nei prossimi mesi il plenum sarà chiamato a decidere), dunque sono Giovanni Bombardieri, attuale procuratore aggiunto della Dda, vicario in questo periodo di vacatio, in passato è stato sostituto procuratore a Roma e gip a Locri. Roberto Rossi, prima pretore a Taranto attualmente sostituto procuratore della Dda di Bari ed ex consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura, componente del gruppo dei reati contro la pubblica amministrazione e l'ambiente. Gianfranco Donadio, ex procuratore aggiunto della Direzione Nazionale antimafia ed attuale consulente della Commissione bicamerale d'inchiesta sul sequestro e l'assassinio di Aldo Moro. Maria Gabriella Casella, dal 2011 attuale presidente della sezione gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ed in passato giudice al dibattimento penale, presidente di Collegio, presidente di sezione e responsabile della sezione Misure di prevenzione del Tribunale della stessa città campana. Luca Tescaroli, sostituto procuratore della Dda a Roma, in passato pm che che insieme al collega Francesco Paolo Giordano rappresentò l'accusa al processo per la strage di Capaci a Caltanissetta.

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