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maniaci pino web5In un'intervista ad Articolo21 chiede un intervento del Ministero
di AMDuemila
Dopo l'intervento della Corte europea che impone alla tv siciliana di interrompere le trasmissioni in seguito ad un ricorso delle autorità di Malta, secondo cui Telejato col suo segnale disturberebbe le trasmissioni del digitale terrestre dell’isola, da tutta Italia è partita una petizione per sventare il rischio chiusura.
Il sito articoli21.org ha raggiunto il direttore della tv di Partinico, Pino Maniaci, che, dopo aver denunciato il malaffare nascosto nella gestione e l'assegnazione dei beni confiscati, spiega quanto avvenuto finora. “Dobbiamo spiegare chiaramente come stanno le cose e trarre anche spunto da una legge pubblicata in gazzetta ufficiale – commenta Maniaci - Iniziamo dal fatto che nel 2012, quando si passa al digitale terrestre, l’Italia sa benissimo che in Sicilia deve spegnere due canali (o non dare due canali) perché sono di competenza di Malta, i canali 28 e 46. Questi due canali vengono dati, invece, a due consorzi di emittenti e nel 28 ci siamo noi, e non è l’LCN, ma è canale di trasmissione. Succede che, dopo tre anni, Malta riceve dei disturbi da parte dell’Italia, della Sicilia in particolare, e chiede che il problema venga risolto. Ora, sappiamo che Malta si trova nel Tirreno, sotto la Sicilia e i disturbi che possono arrivare a Malta possono derivare dalle frequenze che si trovano ad Agrigento, a Siracusa, a Catania e non certo quelle provenienti da Palermo. Il segnale televisivo appena c’è una montagna si ferma. Noi ci troviamo a Monte Bonifato – in provincia di Trapani – e qui c’è una Monte Bonifato vetta dove si trovano le televisioni nazionali e una Monte Bonifato bassa dove ci sono le locali. È impossibile che le frequenze arrivino a Malta, nemmeno con l’aereo ci arriverebbero! Ecco, qui incominciano le prime incomprensioni: innanzitutto perché ce lo avete dato e ci avete fatto firmare una concessione per venti anni su un canale che già sapevate a priori che avreste dovuto spegnere? Questo rientra in quei paradossi all’italiana incomprensibili. Inoltre, in una delibera del 2014 non ci sono le province di Palermo e Trapani in questo switch off, in questo spegnimento, ma sono quelle di Agrigento, Siracusa, Catania che devono spegnere. La legge, infatti, prevede o la rottamazione – che significa “chiudi e noi ti paghiamo” – oppure, qualora non si volesse rottamare, la richiesta di una frequenza alternativa. Non è che ci sia nulla di male in questo, per cui invece del 28 ti danno il 29.. Il problema è che le frequenze sono state assegnate tutte e che in Sicilia non rottama nessuno. Dunque quale frequenza mi dovete dare? Qual è l’alternativa? “Noi non possiamo darti altre frequenze perché non ha rottamato nessuno”. Se, al massimo, rottamassero una o due televisioni, si seguirebbe una graduatoria: Telejato si trova al diciassettesimo posto, quindi sarebbe impossibile che ci venisse data una frequenza. A questo si aggiunge il fatto che nel 2015, dopo lo scandalo Saguto, nasce una delibera che viene pubblicata nella gazzetta ufficiale, in cui – guarda caso – spunta la provincia di Trapani (quella in cui noi trasmettiamo) che prima non c’era”.

Altro aspetto da chiarire è perché in passato, dopo una lunga battaglia, sia stata dato un canale che poi si sarebbe dovuto spegnere. Poi, di punto in bianco, ecco la legge. Secondo Riccardo Oriolee, direttore de I siciliani giovani, quello di Malta sarebbe un pretesto. “Io – dice Maniaci - voglio essere buono e dico semplicemente che noi non rottamiamo, che il ministero – visto che mi ha dato la concessione per vent’anni – mi cerca un’altra frequenza, altrimenti, visto che noi siamo certi secondo le misure fatte dai nostri tecnici che non abbiamo nulla a che vedere con Malta, possono benissimo lasciarci al nostro posto, in pace, a continuare a lavorare. Una soluzione?
Visto che il Ministero dello Sviluppo Economico e delle Telecomunicazioni non è in grado di fare le misure, gli mandiamo una misura dei nostri tecnici, mostrando che noi non disturbiamo un bel niente a Malta e non disturbiamo nemmeno nella zona. Telejato è stato fondamentale sul territorio, non solo per il caso Saguto (ora ex presidente della sezione misure cautelari di Palermo sospesa dalla magistratura). Noi di inchieste delicate sul territorio ne abbiamo fatte a iosa.
E le quasi trecento querele ne sono la testimonianza”. Dopo le denunce, le querele e persino le aggressioni fisiche subite da parte di un figlio di un boss Maniaci non si arrende: “Noi non spegneremo nemmeno se arriveranno i carri armati, ci faremo trovare incatenati anche sul ripetitore o, eventualmente, sulla televisione. Non abbiamo nessuna intenzione di spegnere, ma guarda caso questo switch off dovrebbe avvenire il 2 dicembre, giorno dell’impiccagione dei miei cani. Un anno fa, infatti, il 2 dicembre, ci hanno fatto trovare le mascotte della televisione, i due cani, Billy e Cherie, massacrati, avvelenati e impiccati nel recinto accanto la televisione”.

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