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aiello pieroPer il gup di Catanzaro "non ha commesso il fatto"
di AMDuemila
Il senatore del Nuovo Centrodestra Piero Aiello è stato assolto per non aver commesso il fatto dal reato di voto di scambio. La sentenza è stata emessa dal giudice per le udienze preliminari, Giuseppe Perri, dinanzi al quale si è svolto il processo con rito abbreviato. Così si è concluso il processo di primo grado per il senatore coinvolto nell’inchiesta “Perseo” che, nel luglio 2013, portò all’arresto di 66 persone ritenute vicine alla cosca Giampà di Lamezia Terme.
Il pubblico ministero della Dda di Catanzaro, Elio Romano, a conclusione della sua requisitoria, aveva chiesto la condanna a tre anni di reclusione per l’ex assessore regionale della Calabria. Secondo la Dda di Catanzaro, in occasione delle elezioni regionali del 2010, Piero Aiello, candidato per il Pdl, avrebbe incontrato i boss dell’omonima cosca della 'ndrangheta lametina Giuseppe Giampà e Saverio Cappello per ottenere voti. L’incontro sarebbe avvenuto nello studio dell’avvocato Scaramuzzino. Il giudice per le indagini preliminari aveva però ritenuto che non ci fossero elementi per accogliere la richiesta di arresto avanzata dalla Dda di Catanzaro.

Nel corso del processo il difensore di Aiello, l’avvocato Nunzio Raimondi, con una ampia ed articolata arringa ha chiesto l'assoluzione del suo assistito perché il fatto non sussiste.
Nella stessa inchiesta era stato coinvolto anche l’ex consigliere provinciale Giampaolo Bevilacqua che, nel luglio scorso, è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa a 4 anni e 8 mesi di carcere nello stralcio del processo “Perseo”.
In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza Aiello ha commentato: “Ho sempre creduto nella giurisdizione e non mi sono mai discostato dalla retta via che mio padre, carabiniere, mi ha sempre indicato come l’unica che sia dato percorrere. Sento di dover chiedere pubblicamente scusa alla mia famiglia, a mia moglie ed ai miei figli, i quali hanno sofferto insieme a me per un’accusa che non meritavo di ricevere ma che, con il loro costante sostegno, mi hanno consentito di non soccombere”. “Piero Aiello – ha aggiunto il suo avvocato Nunzio Raimondi – è un autentico galantuomo e ha serbato in questa tristissima vicenda una fiducia nei giudici e un contegno connotato da una compostezza non comune. Ora la sentenza di assoluzione piena lo ripaga di tante sofferenze e di tante denigrazioni che, imprudentemente, sono state sferrate al suo indirizzo. Spero che, chi lo ha diffamato, ora gli chieda pubblicamente scusa”.

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