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referendum-eu-greciadi AMDuemila - 5 luglio 2015
“La vittoria del 'No' è una risposta coraggiosa del popolo greco”. Così Yanis Varoufakis ha commentato l'esito dei risultati del Referendum che vede il “No” superare nettamente il “Sì” alla proposta dei creditori. Secondo il sito del ministero dell'Interno ellenico con il 52,35% delle schede scrutinate, il No al referendum in Grecia ottiene il 61,23% contro il 38,77% dei Sì. “I greci – ha aggiunto Varoufakis - hanno detto un coraggioso 'No' a cinque anni di ipocrisia e all'austerità. Il 'No' di oggi è un grande sì alla democrazia. Da domani l'Europa inizia a guarire le sue ferite, le nostre ferite, ha aggiunto Varoufakis, ricordando che “per cinque mesi i creditori hanno rifiutato ogni trattativa”.

Risposte dall'Europa
Al momento non ci sono piani di un meeting di emergenza dell’Eurogruppo per domani a seguito dell’esito del referendum di oggi in Grecia. A riferirlo alla Reuters un funzionario della zona euro rispondendo alla domanda se fosse in programma un incontro per domani. “Non c’è modo. I ministri non saprebbero di cosa discutere”, ha detto la fonte. I funzionari dell’Unione europea fanno sapere che non commenteranno il referendum che si è svolto oggi in Grecia finché non saranno annunciati i risultati ufficiali. Domani mattina si terrà una conference call della Banca centrale europea.
Sul fronte economico intanto si segnalano le prime ripercussioni con l'euro che apre in calo dell'1% all'avvio degli scambi in Australia

Il commento di Matterella
“I cittadini greci hanno preso oggi, con il referendum, una decisione della quale occorre, in primo luogo, prendere atto con rispetto”. A dirlo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “E' una decisione, tuttavia, che proietta, oltre ad Atene, la stessa Unione Europea verso scenari inediti, che richiederanno a tutti, sin d'ora, senso di responsabilità, lungimiranza e visione strategica”.
Fonti del Tesoro intanto fanno sapere che tutti gli stati membri dell'Eurozona sono impegnati a conservare l'integrità della moneta unica e quindi a recuperare la piena autonomia finanziaria della Grecia. L'Italia ha buoni motivi per avere fiducia anche sul piano strettamente finanziario ed è pronta ad assorbire eventuali shock dei mercati. Le stesse hanno poi aggiunto che un nuovo programma di aiuti deve tenere conto della situazione di profonda crisi della Grecia e non può limitarsi alla dimensione finanziaria ma deve affrontare il bisogno di investimenti e le profonde riforme delle istituzioni economiche necessarie per rimettere l’economia greca sulla strada di una crescita sostenibile.
Intanto in Grecia, finché le restrizioni sui capitali rimarranno in vigore, non si potranno ritirare i contanti custoditi nelle cassette di sicurezza delle banche. A confermarlo il vice ministro delle Finanze Nadia Valavani alla tv greca.


Referendum Grecia, spoglio in corso: il “No” verso la vittoria sopra il 60%
di AMDuemila - 5 luglio 2015

Con il 35% dei voti scrutinati, secondo il sito del Ministero dell'Interno greco, il No è al 61% e il Sì al 39%. Sono questi i dati ufficiali del referendum in Grecia sulle condizioni del secondo piano di aiuti, diventato ormai un referendum sull’euro e sulla fiducia al governo di Alexīs Tsipras.
Una delegazione del governo sarebbe già pronta a partire per Bruxelles per rilanciare i negoziati con i creditori internazionali. Subito dopo l’uscita dei primi sondaggi sul voto, un urlo di gioia nella sede di Syriza ha accolto i primi sondaggi sulle indicazioni di voto.
I dati confermano tutti i sondaggi delle tv greche danno i contrari al piano dei creditori Ue in vantaggio rispetto ai favorevoli. Ant1 dà il 'No' al 51% contro il 37% di 'Si'. Mega dà il 'No' al 51,5%, il 'Sì' al 48,5%. Per Skai il 'No' è al 52% contro il 48% di 'Sì', mentre Star dà il 'No' al 49% contro il 46% di 'Sì'. I dati si riferiscono a sondaggi, non exit-poll, condotti dalle varie televisioni non all'uscita dalle urne. Le prime proiezioni attendibili sono attese attorno alle 20 italiane. Secondo i dati raccolti il “no” avrebbe stravinto soprattutto tra i giovani greci: avrebbe perso il 67% dei voti dei giovani tra i 18 e i 34 anni; il 49% tra i 35-55enni; solo il 37% tra gli over 55 anni.
Diversamente ai dati parziali che arrivano dal Ministero il Financial Times, che avrebbe potuto visionare un sondaggio riservato effettuato nelle ultime ore e non reso pubblico, fa sapere che il fronte del “No” si attesterebbe tra il 51% e il 53% dei consensi.
Intanto la Banca di Grecia è pronta a presentare una richiesta di aumento di liquidità di emergenza attraverso il programma Ela alla Bce. A riferirlo la tv Mega, spiegando che stasera si riuniscono funzionari del ministero delle finanze e della Banca di Grecia. La richiesta verrebbe esaminata domattina dal board della Bce.
Dall'emittente Star tv, invece, il coordinatore greco dei negoziati con i creditori internazionali, Euclid Tsakalotos, ha precisato che il governo greco non sta valutando l’ipotesi di stampare una “valuta parallela”.
Mentre prosege lo spoglio una grande folla ha riiempito piazza Syntagma, una vera e propria invasione pacifica di bandiere greche che si confondono con quelle di Syriza. Proprio Syriza ha invitato tutti i propri militanti a raggiungere piazza Klafthmonos ad Atene per festeggiare. Secondo le stesse fonti, il premier Alexis Tsipras dovrebbe commentare l'esito del voto dal palazzo presidenziale per raggiungere in un secondo momento i militanti in piazza.

L'attesa in Italia
Oltre che in Grecia anche in Italia c'è grande attesa per l'esito del referendum. Subito dopo che le tv greche hanno pubblicato i primi sondaggi ad esultare sono stati soprattutto i parlamentari del Movimento cinque Stelle. Al momento non c'è nessuna dichiarazione in attesa "di risultati certi" ma il clima è di festa e di speranza. Nel primo pomeriggio era giunto nella Capitale greca anche il leader del movimento, Beppe Grillo. Secondo il leader di Sel, Nichi Vendola, "Questa vittoria del No rappresenta la prima incontenibile crepa nel nuovo muro di Berlino e un colpo formidabile alla religione della austerity. Non ha perso solo la Troika ma anche la signora Merkel e Matteo Renzi".
Infine fonti del governo italiano fanno sapere che, aspettando l'esito finale, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha convocato a Palazzo Chigi domani mattina alle 9,30 il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Sul tavolo, ovviamente, le conseguenze del risultato del referendum greco.


Referendum Grecia, scrutinato il 13% delle schede: “No” al 62%
di AMDuemila - 5 luglio 2015

Primi dati reali per gli scrutini del referendum greco sul piano proposto dai creditori. Quando sono state scrutinate il 13% delle schede, i "No" si attestano al 60,22%, mentre i sì alla proposta di Ue e Fmi si fermano al 39,7%. Fonti interne a Syriza - il partito del premier Alexis Tsipras - sostengono che emissari del governo greco, tra cui il capo negoziatore Nikos Pappas, l'alleato politico più vicino al premier hanno già "preparato i bagagli e sono pronti a tornare a Bruxelles" per rilanciare il negoziato . Il "No" risulta in vantaggio in tutte le 13 regioni del Paese. Il referendum, valido perché ha superato il 40% del quorum, ha visto un'affluenza di circa il 65% degli aventi diritto al voto. Il governo greco, attraverso il suo portavoce, Gabriel Sakellaridis, ha già fatto sapere di voler riprendere i negoziati con i creditori internazionali immediatamente, in modo da siglare un accordo che consenta al Paese di superare l'attuale crisi. “I negoziati che cominceranno devono essere conclusi molto presto, anche nel giro di 48 ore”, ha detto Sakellaridis alla tv greca. “Faremo tutto il possibile per arrivare a un accordo rapidamente” ha aggiunto.


Referendum Grecia, i sondaggi danno il no in vantaggio
di AMDuemila - 5 luglio 2015
Il “No” davanti a tutti. Questi i primi sondaggi diffusi dalle televisioni che vengono dalla Grecia dopo la chiusura dei seggi per il referendum sul piano di aiuti proposto dai creditori. Ad attendere l'esito dello spoglio non è solo un Paese, ma l'Europa intera che in base al risultato dovrà affrontare uno sconvolgimento politico-economico.
In vantaggio sarebbe appunto la linea del “No”, sostenuta dal governo Tsipras, che sarebbe in testa con il 51,5 per cento. Secondo una rilevazione riservata che il Financial Times ha potuto vedere, il “no” sarebbe tra il 51 e il 53, mentre il sì tra il 47 e il 49 per cento. L’affluenza ha raggiunto il 65 per cento (il quorum da raggiungere era al 40 per cento). “Ora siamo pronti a chiudere i negoziati in 48 ore”, ha dichiarato il portavoce del governo.

Questa mattina Tsipras, all'uscita dal seggio ad Atene, aveva detto: “Oggi è un giorno di festa. Si può ignorare la decisione di un governo, ma non la decisione di un popolo. Oggi la democrazia batte la paura”. La vittoria del fronte del “sì” o del “no” determinerà le scelte politiche dell’Unione europea dei prossimi giorni. Il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis ha ribadito che se non passasse la linea dell’opposizione al piano dei creditori lui sarà pronto a dimettersi. In serata, lo stesso dovrebbe partecipare ad un vertice ristretto con i massimi dirigenti della Banca centrale ellenica per valutare il da farsi. Parole che non devono essere suonate dolci a Berlino, dove lo Spiegel ha ricostruito un recente sfogo di Angela Merkel, per la quale Tsipras "sta portando il Paese a occhi aperti contro un muro". Da Parigi, invece, l'appello del ministro dell'Economia, Emmanuel Macron, è che si torni al tavolo delle trattative, qualunque sia l'esito. Lunedì è previsto un incontro tra la cancelliera tedesca e il presidente francese, Francois Hollande.

In giornata, ad urne già aperte, c'era stato un intervento particolarmente forte da parte del presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, che in un'intervista alla radio tedesca dove ha detto chiaramente: “Dopo il referendum la Grecia continua a essere nell'euro, ma se dicono 'no' saranno costretti a introdurre un'altra valuta perché l'euro non sarà disponibile come metodo di pagamento. Nel momento in cui si introduce una nuova moneta, si esce dalla zona euro. Sono questi gli elementi che mi fanno auspicare che la gente non voterà per il no”. In un commento pubblicato dal Welt am Sonntag, Schulz ha assicurato che l'Europa non abbandonerà la Grecia, qualunque sarà il risultato del voto al referendum di oggi, un aiuto straordinario che non rappresenta tuttavia "una soluzione durevole". "Forse dovremo concedere dei crediti straordinari per consentire il funzionamento dei servizi pubblici, perché le persone che ne hanno bisogno ricevano i soldi necessari a sopravvivere", ha scritto. "A Bruxelles ci saranno dei fondi da spostare a questo scopo", ha sottolineato accusando il governo greco di "aver portato il Paese in una impasse di cui la gente non è responsabile e che per questo deve essere aiutata". Eppure ieri il premier Tsipras ribadiva: “La vittoria del ‘no’ non significa l’uscita dall’euro”.

Il nodo del negoziato
L’Ue nei giorni scorsi si è esposta perché i greci votino a favore del piano e le potenze europee hanno fatto sapere che in quel caso sarebbe più facile continuare con le trattative. In caso contrario, i rapporti sarebbero ancora più tesi. Le preoccupazioni più grandi, nel frattempo, riguardano le liquidità finanziarie dato che negli ultimi sette giorni le banche sono state chiuse e la disponibilità di valuta è assicurata solo fino a lunedì sera. Poi tutto dipenderà dalle decisioni del board della Bce.

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