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di AMDuemila - 12 giugno 2015
Orlando: "E' nostro dovere chiedere che la magistratura accerti la verità sulla trattativa"

Il comune di Palermo sta con Nino di Matteo e con i magistrati del pool antimafia. Da oggi nessun cittadino palermitano potrà avere dubbi su questo perché a ricordarlo c’è uno striscione lungo cinque metri esposto nel balcone centrale di Palazzo delle Aquile. Un’iniziativa promossa da Scorta civica, il comitato di associazioni e cittadini nato subito dopo la condanna a morte di Totò Riina contro il pm Di Matteo che assieme ai colleghi Francesco Del Bene, Roberto Tartaglia e Vittorio Teresi rappresenta la pubblica accusa nel processo trattativa Stato-mafia. “Questo striscione è stato esposto per sottolineare che noi stiamo con uno stato che non fa trattative con la mafia e che pretendiamo che si accerti in sede giudiziaria quella che noi pensiamo sia una verità storica” ha dichiarato alla stampa il sindaco Loeluca Orlando dopo aver srotolato lo striscione. “La convinzione di tutti coloro che sono qua è che la trattativa c'è stata – ha sottolineato il primo cittadino – per questo abbiamo il dovere e il diritto di chiedere che la magistratura accerti chi sono i responsabili di questa trattativa e quali sono i profili penali”.

FOTOGALLERY © Shobha


Lo striscione è stato srotolato alle 14.00 davanti alle associazioni di scorta civica e alla giunta comunale, all’iniziativa era presente anche il sindaco di Messina Renato Accorinti che l’11 maggio ha conferito la cittadinanza onoraria a Nino Di Matteo. “Dimostrare il nostro sostegno a uomini come Di Matteo che rappresentano la volontà di cambiare veramente è importante per dimostrare che c'è tanta gente che gli è vicina – ha detto Accorinti arrivato a palazzo delle Aquile assieme ad Orlando – così come è fondamentale farlo in modo compatto, coinvolgendo più persone possibili e puntando sulla scuola e sulla cultura delle future generazioni”.

FOTOGALLERY © ACFB e Ficarazzi Blog

“Oggi siamo qui per dire che stiamo con tutti i magistrati che sono impegnati e rischiano la vita per difendere elementari principi di democrazia e libertà – ha concluso il sindaco di Palermo - questo striscione resterà esposto fino al 19 luglio, data che ricorda la strage di via D'Amelio dove morirono Paolo Borsellino e gli agenti di scorta, uccisi anche per essersi opposti all'ignobile trattativa tra stato e mafia”.

striscione-palazzo-aquile-di-matteo
Un’iniziativa ben riuscita secondo gli organizzatori perché “La partecipazione del comune è una stata una cosa sentita, fin da subito il comune è stato parte integrante di Scorta Civica ed ha partecipato ad ogni nostra manifestazione – ha spiegato Linda Grasso, una rappresentante di Scorta Civica – quello di oggi è un segno forte per noi tutti e per i magistrati anche perché lo striscione rimarrà esposto proprio a cavallo delle due stragi”.

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