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aula-tribunale6di AMDuemila - 10 giugno 2015
Rinviato al 13 novembre, per un vizio di notifica alle parti civili, il giudizio di revisione del processo sulla strage di via D'Amelio, che causò la morte del magistrato Paolo Borsellino e dei suoi  cinque agenti di scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Il giudizio di revisione, chiesto dagli avvocati Giuseppe Dacquì e Giuseppe Scozzola, che assistono Natale Gambino, e gli eredi del carrozziere Giuseppe Orofino, oggi deceduto, si è aperto ieri dinnanzi alla terza sezione della Corte d'Appello di Catania.

Natale Gambino e Giuseppe Orofino furono accusati per la strage dai falsi pentiti Vincenzo Scarantino e Salvatore Candura, in seguito incriminati per calunnia.
Gambino fu condannato all'ergastolo perchè accusato di essere uno degli esecutori materiali della strage,  mentre Orofino era stato imputato di concorso nell'eccidio, perchè i falsi pentiti avevano raccontato che nella sua officina era stata preparata la Fiat 126 usata come autobomba in via D'Amelio e su condannato a 9 anni per favoreggiamento.
Fu grazie alle rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza, autoaccusatosi del furto della 126 e condannato poi a 15 anni, che vennero smentite le dichiarazioni dei falsi pentiti Scarantino, Andriotta, Candura e Pulci che avevano portato all'ergastolo anche altri innocenti.
Un altro processo di revisione, davanti alla corte d'appello di Catania, riguarda invece la posizione di altri sei imputati condannati all'ergastolo, scagionati dalle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza.
Sono Salvatore Profeta, Gaetano Scotto, Cosimo Vernengo, Giuseppe La Mattina, Giuseppe Urso e Gaetano Murana. Il dibattimento potrà cominciare però solo dopo la sentenza di Cassazione per il Borsellino quater.

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