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01di AMDuemila - 3 gennaio 2015
Ancora intimidazioni alla testimone di giustizia Valeria Grasso, l’insegna della sua palestra è stata danneggiata violentemente fino a piegarla e accartocciarla. Un messaggio chiaro e inequivocabile che vuole scoraggiare e impaurire chi come lei da sempre è schierato contro la mafia e porta avanti un messaggio di legalità con la propria attività quotidiana. “In questo periodo sono stati fatti diversi atti intimidatori contro vari imprenditori quindi è chiaro che c’è una volontà ferma di scoraggiare e spaventare. - spiega la Grasso -  E’ un messaggio molto brutale, l’insegna tutta piegata, vogliono dimostrare la loro forza, come per dirmi che mi possono eliminare  in qualsiasi momento”.

Il danneggiamento è stato segnalato dalla vigilanza (che controlla continuamente l’abitazione e le palestre di Valeria Grasso, ndr) agli uomini delle forze dell’ordine che tutelano la testimone di giustizia e che ieri mattina l’hanno avvisata dell’accaduto.

L’imprenditrice non è nuova a minacce e intimidazioni e proprio lo scorso agosto aveva subito un’inquietante intrusione d’ignoti nella sua abitazione, recentemente invece si erano verificati piccoli danneggiamenti nella sua palestra. Vicende queste che non hanno scoraggiato Valeria Grasso, tra l‘altro coordinatrice nazionale per l'Idv in tema di lotta alla corruzione e riutilizzo di beni confiscati, che ha continuato a condurre le sue battaglie cercando stimolare lo Stato ad utilizzare i sequestri di beni per l’imprenditoria sana e i giovani e appoggiando, per quanto possibile, gli imprenditori che ricevono intimidazioni.


Il vile atto avvenuto così vicino a Capodanno sembra quindi essere un chiaro augurio per il nuovo anno. “Proprio a fine anno avevamo fatto un’importante manifestazione con le scuole e le associazione dove avevamo presentato tutte le attività che sarebbero partire nel nuovo anno. Dopo un atto così sono scoraggiata - continua l’imprenditrice sconsolata - C’è aria di tensione e sicuramente stanno cercando di colpire chi è da stimolo e incoraggiamento per gli altri, chi si vuole impegnare”.
A preoccupare la testimone di giustizia però è soprattutto la scarsa attenzione, da parte delle Istituzioni, attorno alla figura del testimone di giustizia in loco, spesso abbandonato dallo Stato, che quindi rende ancora più allarmanti questi atti. Valeria Grasso infatti in seguito alle intimidazioni avvenute ad agosto ha dovuto fare appelli e denunciare tutto alla stampa per ottenere la protezione concessale dopo ben 4 mesi dall’accaduto.
“Io sono voluta tornare a Palermo e lo rifarei, non me ne pento e non me ne andrò.
Però vorrei veramente che ci fosse sensibilità da parte delle istituzioni  riguardo le condizioni del testimone di giustizia. Non vedo da parte dello Stato un prodigarsi per proteggere i testimoni di giustizia che sono una categoria di persone che hanno scelto la giustizia consapevoli di pagarlo a caro prezzo”
Dopotutto ha concluso Valeria Grasso “dalla mafia mi aspetto certe cose ma mi auguro che non devo più trovarmi sola a dover protestare per essere protetta”.

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