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di Francesca Mondin - 20 novembre 2014

Qualcuno è stato incaricato dal capo di Cosa Nostra, Totò Riina a provvedere all’eliminazione del prete antimafia Don Luigi Ciotti.
A dirlo è lo stesso sacerdote intervenuto ieri su Tv2000 a “Revolution” in una puntata dedicata all’antimafia:  “Totò Riina ha decretato la mia morte, questo è emerso. C'è una seconda parte (delle intercettazioni, ndr), che ancora non è emersa, in cui ha dato ordine a qualcuno di provvedere".
Non erano solo minacce quelle emerse nei giornali dalle intercettazioni dei colloqui tra Totò Riina e il boss pugliese Alberto Lorusso nel carcere di Opera il settembre dello scorso anno in cui il capo dei capi diceva: “Questo prete è una stampa e una figura che somiglia a padre Puglisi, Ciotti, Ciotti, putissimu pure ammazzarlo”. A queste parole infatti seguirebbe una seconda parte di intercettazioni non ancora resa pubblica in cui emerge che il boss avrebbe già incaricato un sicario.

Un particolare inquietante soprattutto alla luce delle voci, emerse qualche mese fa dalle carceri, di un possibile “cavallo pazzo” che potrebbe attentare alla vita del prete antimafia per accreditarsi all’interno delle cosche”.
Don Ciotti infatti è ritenuto da diverse Procure nazionali la persona più a rischio d’Italia perchè tutte le mafie vorrebbero vederlo morto. L’associazione Libera da lui fondata, che gestisce gran parte dei beni che vengono confiscati a mafia, camorra e ‘ndrangheta è considerata proprio per questo motivo un grave pericolo per i mafiosi perché colpisce direttamente i beni dove la mafia costruisce il suo potere.
La formula per proteggere questi uomini impegnati in prima fila nella lotta alla mafia l’ha suggerita lo stesso Don Ciotti sottolineando come la società civile può fare la differenza: “Si può uccidere benissimo Luigi Ciotti – ha concluso il sacerdote a fine trasmissione- ma Libera sono migliaia di persone ed è un 'noi' che si è costruito assieme".

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