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grasso-valeria-conf-stampa-20141110Ad agosto qualcuno si era introdotto nella casa della testimone di giustizia
di Francesca Mondin - 10 novembre 2014

Potenziata la scorta alla testimone di giustizia Valeria Grasso, vittima di pesanti atti intimidatori nei mesi scorsi. Finalmente dopo quasi quattro mesi di promesse cadute nel vuoto e richieste inascoltate è arrivata una risposta per rafforzare la protezione di Valeria Grasso, testimone di giustizia che con le sue denunce ha fatto arrestare i suoi estorsori appartenenti al clan Madonia, fra cui la moglie del boss Salvo Madonia.
Dopo aver vissuto per tre anni in località protetta, l’imprenditrice di Palermo ha deciso di tornare nella sua città per riaprire la sua palestra e continuare la lotta a favore della legalità nella propria terra. Ma subito la Grasso si è scontrata contro la mala gestione dei testimoni di giustizia in loco, spesso abbandonati dallo Stato e con livelli di protezione blandi e inefficienti a confronto di quelli disposti per i testimoni in località protetta. Tanto che ad agosto scorso qualcuno si è introdotto nella casa dell’imprenditrice senza sottrarre alcun effetto personale ma lasciando tutte le finestre aperte e le luci accese. Della gravità del fatto era stato informato anche il ministro Alfano ed altri organi istituzionali.

Da quel giorno però non c’è stato nessun miglioramento nella protezione di Valeria e della famiglia. Per questo, la testimone di giustizia nei giorni scorsi aveva deciso di denunciare alla stampa l'intimidazione subita. Proprio questa mattina Valeria Grasso ha tenuto una conferenza stampa (in foto) a Palermo nella sede regionale dell’Idv: “Più che nel terrore vivo nella delusione - ha dichiarato - Certamente non avrei mai immaginato questo silenzio da parte delle Istituzioni, eccezione fatta per la procura che ha subito aperto un inchiesta”. “Non ci dobbiamo scoraggiare - ha anche sottolineato - bisogna accendere i riflettori per chi gioca nell’ombra”. E questa volta, sembra che i riflettori siano serviti ad accelerare la risposta delle Istituzioni che dopo mezza giornata l’hanno chiamata avvisandola che il servizio di scorta sarebbe stato stato esteso a livello nazionale. “Il comandante mi ha detto: 'siamo qui per qualsiasi cosa, non la lasceremo sola’, sono molto contenta anche se ciò conferma una situazione di pericolo, però dimostra anche che un cittadino va sempre ascoltato”.
Una vittoria non solo per Valeria Grasso ma per tutta quell’antimafia di strada, che con l’azione quotidiana contrasta le criminalità organizzate e che in questi giorni è stata affianco a Valeria: “Ho respirato una solidarietà da parte della società civile e di alcuni giornalisti che mi ha ridato una forza incredibile.”
A sostenere la testimone di giustizia è stato anche il segretario nazionale dell’Idv Ignazio Messina che nella conferenza stampa ha sollecitato ”risposte da parte delle Istituzioni” sottolineando che “per lo Stato è una sconfitta se non è nella condizione di garantire la sicurezza a chi vuole rimanere a combattere la mafia sul territorio”.

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