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vinci-anna-c-paolo-bassanidi Miriam Cuccu - 27 luglio 2014
La scrittrice racconta la sua battaglia contro un caso di abusivismo a Forio d'Ischia e il rischio di essere cacciata dalla proprietà di famiglia
Mentre la Concordia viene recuperata, Ischia accoglie Schettino al "White Party", l'esclusiva festa annuale in cui l'ex comandante della nave è invitato d’onore. E nel frattempo caccia Anna Vinci (in foto) dalla sua proprietà. La scrittrice e biografa di Tina Anselmi, che ha indagato a fondo i segreti legami della P2 e studiato il mondo di Cosa nostra raccogliendo le memorie del pentito Gaspare Mutolo, oggi dopo anni di minacce subite a Forio d'Ischia rischia di dover chiudere la sua casa di famiglia. Nella completa indifferenza delle istituzioni locali.

In che modo ha avuto inizio la sua vicenda?
Nel 2004 vendo un cellaio e un garage, che fa parte della mia casa a tre piani a Forio d'Ischia, a una giovane coppia con figli. In pochi anni questi cominciano a realizzare una serie di costruzioni abusive, piccoli appartamenti da affittare. Quando mi accorgo di questo intervengo, anche perché loro avevano preso in nero degli immigrati che sfruttavano per realizzare i lavori. Chiamo i carabinieri e faccio in modo che si interrompano, dopodichè apro una causa per abusivismo. All’inizio tutto procede secondo i ritmi lenti della giustizia e vengono sequestrati i due locali che avevo venduto, poi grazie ad una legge comunale vengono dissequestrati. Nel frattempo la proprietaria patteggia la pena, impegnandosi a riportare i locali al loro aspetto originale. Ma il patteggiamento, sempre attraverso l’intervento del comune, viene ignorato, e i due mini appartamenti ricavati dal cellaio continuano ad essere affittati. Parliamo quindi di una casa abusiva che usufruisce del sistema fognario, dell'acqua e di tutto il resto come se niente fosse. Poi, tra il 2008 e il 2009, viene venduto il garage che intanto era diventato un piccolo appartamento. E il notaio non registra nemmeno che c'è una causa in corso per abuso edilizio.

Quand'è che la situazione si aggrava?
Uno degli affittuari comincia a farmi lo stalking e a staccare l'acqua. Nella proprietà che si trova sotto la mia villa c'è un cortile e al suo interno un interruttore per la fornitura dell'acqua di tutta la casa. Logicamente rientra nei miei diritti accedervi per eventuali problemi, ma questo mi viene impedito. Tutto ciò dura ormai da tre anni, trascorro qui le mie vacanze due mesi all'anno subendo minacce e interferenze nella mia vita, in quella di mia figlia e dei miei nipoti. La proprietaria dei mini appartamenti ne ha affittato uno per un periodo di tempo alla figlia, il cui compagno era un pregiudicato che mi ha minacciata diverse volte. Senza contare che da tre anni la Procura di Napoli ha inserito gli appartamenti nell'elenco delle case che devono essere demolite perché abusive. Il tutto di fronte all'indifferenza delle istituzioni, del comune, dei vigili.
La situazione, poi, precipita due anni fa. Io e l'altra proprietaria abbiamo in comune lo sviluppo fognario della casa. Per metterci in regola chiediamo alla padrona di intervenire anche sul cortile interno, dove c’è l'interruttore dell'acqua, per fare i lavori di riorganizzazione e dividere i due sistemi. Per non parlare del fatto che, così come stanno le cose, da due anni davanti all'ex garage ogni estate fuoriescono i liquami. Ma nessuno interviene. Volevo ripristinare il tutto e togliere questo interruttore con il quale l'affittuario fa quello che vuole.
Io e il mio compagno andiamo a parlare con il marito della signora, in presenza del vigile, perchè chiediamo l'accesso al cortile, un mio diritto previsto dal contratto di vendita che loro continuano a negarmi. Ma lui ci chiede la mazzetta: "Se mi dai 5mila euro ti faccio accedere". Quando io e il vigile usciamo lui mi dice che sì, in effetti conviene pagare. Uno che dovrebbe rappresentare la legge! Da qui lo stalking arriva ai massimi livelli.

Cosa succede a lei e alla sua famiglia?
Loro contrattaccano perchè nel frattempo insieme al mio avvocato scrivo una lettera al giudice dove chiedo che mi lascino fare i lavori. Fatto sta che mi ritrovo una denuncia da parte della padrona perchè sono inadempiente in riferimento ai lavori delle fogne. Inadempiente perchè non mi permettono di entrare nella mia proprietà! L'allaccio è un unicum, tant'è vero che loro per le fogne sono dovuti passare sotto il cortile senza chiedere il permesso, fanno quello che vogliono dal momento che non c’è legalità nè controllo. I proprietari degli appartamenti fanno partire la denuncia attraverso i vigili, che la accolgono come se si trattasse di due soggetti in regola invece che di abusivi. Vigili del comune di Forio che conoscono la mia storia, che sanno che quei locali dovrebbero essere demoliti, sanno che la padrona ha patteggiato la pena.
Circa un mese fa ritorno a Forio dove l’affittuario, sempre protetto dalla proprietaria, continua a darmi fastidio. In una settimana mi toglie l’acqua tre volte, e continuiamo a subire lo stalking.

Che genere di minacce ricevete?
Si rivolge a me e al mio compagno dicendo "poi vedrete quello che farò, ho parlato col capo dei vigili, vi faranno chiudere la casa". In un'occasione stacca l'acqua quando alla villa c'era solo mia figlia con le sue due bambine di due anni e mezzo. E quando lo chiamo: "Basta, ve ne dovete andare!". Lui, affittuario di una casa illegale! Una delle prima cose che mi sono sentita dire dal padre della proprietaria è stato "Continui così e lei non torna a Roma". E la gente dice che sono solo parole. Ma come? Come posso stare tranquilla quando vengo qui da sola con mia figlia e le mie nipoti, quando sento urlare dall'affittuario "Voi non sapete quello che farò, altro che togliere l'acqua". Non è una minaccia, questa?

Qual è la risposta delle istituzioni locali di fronte a tutto questo?
Non mi proteggono. Venerdì, dopo mezz'ora dal nostro arrivo, si presenta il messo comunale (chiamato dai proprietari) con una notifica firmata dal direttore del settore con la quale mi ingiugono di chiudere la casa del primo piano per inquinamento dell’ambiente. E ora io devo chiedere una proroga perchè mi permettano di restare in casa mia a causa di una persona da cui ricevo continue minacce, che vive in un locale abusivo! Tutto questo perchè sto combattendo una battaglia, perchè voglio credere nella giustizia. Invece mi hanno lasciata sola, anche se da anni denuncio la cosa ai vigili. Per chiedere conto della notifica telefono al sindaco, il quale risponde di non saperne niente, che ne parleremo lunedì al suo ritorno. Ma come? Avete delle case illegali: andate a controllarle, no... Io mi sto battendo perchè da vittima sono diventata responsabile dell'ambiente, in un paesino dove non ti dico le illegalità da quando ho chiesto di fare i lavori, facendo perdere ai padroni degli due locali il potere ricattatorio di cui godevano. Non l'ho mai accettato, di conseguenza mi volevano punire perchè io, che voglio rispettare la legge, sono considerata la cattiva, perchè ho rotto un equilibrio malsano in cui tutti, in fondo, si mettono d'accordo, in cui vogliono intorbidire le acque. Perchè una volta che li smascheri loro ti odiano, ti detestano. Tutto questo è omertà, una maniera subdola di comportarsi che, un passo alla volta, tocca tutto quello che fai. Per questo la mafia esiste dove c'è anche l'illegalità e la collusione, è una questione di mentalità, come diceva Giovanni Falcone.

E l'atteggiamento dei proprietari nei confronti dell'affittuario che la minaccia?
L'hanno messo lì perchè è uno che fa il loro gioco. E' uno che si è visto fallire e ora non ha più denaro. Ma ci sono i proprietari dietro, non può farle solo l'affittuario tutte le denunce. La signora andava tutti i giorni dai vigili e al comune, e alla fine l'hanno accontentata. Un vero e proprio abuso di potere da parte delle istituzioni. Io posso fare tutto quello che voglio, ma di fronte a questa situazione cosa fai? Continui con la causa ancora in corso, magari nel frattempo ci sarà la prescrizione, anche se mi daranno ragione. Nel frattempo però io continuo a subire lo stalking.

Ricapitolando, prima la causa per abusivismo, poi la denuncia da parte degli affittuari, quindi la richiesta di denaro per concederle quello che è un suo diritto e, di fronte al suo rifiuto, una serie di atti intimidatori via via più pressanti. Fino all'ingiunzione di chiudere la proprietà. Quanto può pesare ritrovarsi a combattere una battaglia contro un vero e proprio ordine delle cose che purtroppo in Italia è ancora così duro a morire?
Io mi indigno perchè questo non è giusto! Ci sono tanti casi di gente che demorde, che non ce la fa più perché ti prendono per stanchezza. Ci sto male, mi sento violentata perchè questa è anche la storia di violenza su una donna che deve combattere le sue battaglie. Ormai non faccio più vacanze. Mi hanno colpita negli affetti, in una casa che amo profondamente dove ci ho scritto un romanzo, la casa della mia famiglia. Da qui vengo cacciata perchè sono una donna che si indigna, perchè sono l'estranea che non accetta la logica in un luogo dove tutti si conoscono, dove probabilmente hanno paura delle minacce, delle ritorsioni. La causa va avanti, ma lentamente. Un giudice per un vizio di forma scoperto dall'avvocato della proprietaria ha riazzerato tutto. Questi sono i tempi della giustizia, ma il fatto grave è l'abuso di potere, è il meccanismo esistente. La più grande fatica, mia e del mio compagno, e di proteggere i miei figli e i bambini. Perchè questo è il paese in cui amiamo i bambini e i vecchi ma non li proteggiamo, siamo religiosi ma sbattiamo gli immigrati chissà dove... ma l'Italia è un paese schizofrenico, no? Qui la legge serve per tutelare imbroglioni. Mi hanno colpita ingiustamente e per questo mi sento sola, così come si sentono le donne violate.

Foto © Paolo Bassani

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