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scorta-civica-200114di Miriam Cuccu - 14 luglio 2014
I primi di luglio un uomo, presentandosi come membro del movimento Scorta Civica, aveva prelevato il gazebo utilizzato nei presidi davanti al Palazzo di Giustizia a Palermo per poi dileguarsi. La vicenda, che aveva lasciato molta amarezza tra gli attivisti delle associazioni, si è però felicemente conclusa con la donazione di un nuovo gazebo da parte del gruppo delle Agende Rosse di Torino. “C'è stata una vera e propria gara di solidarietà – ha spiegato Alfredo Russo in rappresentanza di Scorta civica – abbiamo ricevuto cinque o sei proposte da tanti posti, Trapani, Palermo... ma abbiamo deciso di accettare quella delle Agende Rosse di Torino, che ci hanno praticamente 'costretti' ad accettare”. “Oggi – ha poi continuato – abbiamo ringraziato tutti pubblicamente e inaugurato il nuovo gazebo al presidio”. 

Scorta civica nasce dall'unione di un cartello di associazioni e semplici cittadini per dare un segnale di solidarietà al pool della trattativa Stato-mafia e in particolare al pm Nino Di Matteo, recentemente minacciato di morte da Totò Riina. Dal 20 gennaio gli aderenti si turnano per presidiare, con tanto di gazebo, davanti al Tribunale di Palermo. In diverse occasioni a loro si sono aggiunti gruppi di giovani studenti delle scuole del territorio che hanno conosciuto personalmente la realtà di chi combatte la mafia dall'interno delle aule giudiziarie e per questo vive costantemente sotto scorta.

Qualche settimana fa, però, un uomo si è presentato al Bar del Foro, dove il titolare ha gentilmente acconsentito a conservare il gazebo di Scorta civica alla fine di ogni presidio, e spacciandosi per un membro del movimento aveva chiesto che gli venisse consegnato per poi sparire. Un gesto simbolico di cui non si conosce l'effettivo movente, ma è più che lecito dedurre che il movimento antimafia fondato sette mesi fa ha evidentemente creato un certo fastidio nei confronti di chi non vede di buon occhio le iniziative in difesa dei magistrati minacciati da Cosa nostra. Immediata, però, la risposta delle associazioni che a seguito dell'accaduto si sono subito mobilitate.

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