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martello-giustizia-dea-bendatadi AMDuemila - 26 giugno 2014
Ma si parla anche della responsabilità civile delle toghe, prescrizione, ed inasprimento del 416 bis
Lunedì prossimo in Consiglio dei ministri verrà presentato il progetto di riforma della giustizia del governo Renzi. A riferirlo sono i quotidiani La Repubblica, Il Messaggero e Il Mattino che hanno anticipato alcuni temi della stessa.
Si comincia dal falso in bilancio, da tempo annunciato assieme all'autoriciclaggio. Il primo era stato depenalizzato dal Governo Berlusconi nel 2002, dovrebbe rientrare nel codice con una pena fino sei anni. Per quanto riguarda il secondo l'ipotesi di pena varia tra i tre e gli otto anni oppure fino a sei anni.
Ma nel documento che verrà discusso dal Governo è inserito anche l'inasprimento per le pene fino a 15 anni per il 416 bis (cioé l'associazione a delinquere di stampo mafioso, ndr), con misure d'esecuzione della pena più stringenti per i boss, così come le nuove regole sul sequestro e la confisca dei beni per la criminalità organizzata. Tra le idee che verranno proposte ci sarà anche un'ipotesi di intervento sulla prescrizione che verrebbe fissata al primo grado di giudizio.

Altro punto importante è quello del reato di “falso in bilancio” da tempo annunciato dallo stesso Orlando. Le pene verrebbero portate fino a 5 anni mentre è ancora in discussione la procedibilità se possa essere applicata a querela o d'ufficio (anche se si propenderebbe per quest'ultima).
Se c'è un fronte che più di altri allarma le toghe è sicuramente quello della responsabilità civile dei magistrati. L'indirizzo del Guardasigilli sarebbe quello di escludere quella diretta già approvata alla Camera. L'idea è quella di porre nuove limitazioni all'attuale filtro rimodulando la rivalsa dello Stato sui magistrati fissandola al 50% invece di un terzo. Un aspetto che verrà discusso ma che, se approvato, potrebbe incidere sulla vita dei magistrati condizionandoli fortemente.
Poi c'è la riforma del Csm, che sarà rinnovato a luglio, per cui si stanno studiando dei cambiamenti su più aspetti. Da una parte c'è il sistema di voto, in modo da scardinare il correntismo, dall'altra la durata delle decisioni dello stesso e la creazione di una sezione autonoma del Consiglio per trattare i processi ai magistrati. Inoltre si aggiungerebbe la composizione di un'Alta corte, la cui composizione è tutt'altro che chiara, a cui i magistrati, in caso di condanna, potrebbero appellarsi.
Altro punto caldo è quello della stretta sulle intercettazioni. Il progetto non vieta l'uso degli ascolti, ma vuole limitare la loro diffusione. Di fatto si vieta che le telefonate finiscano subito nelle ordinanze di custodia cautelare, dove le intercettazioni verrebbero riassunte. Vieta inoltre di dare le copie alle parti prima dell'udienza stralcio: gli avvocati potrebbero solo ascoltare le registrazioni.
Infine, a monte della riforma, ci deve essere l'accorciamento dei tempi della giustizia e dei 9 milioni di processi civili e penali in coda nei tribunali italiani; secondo Repubblica il ministro Orlando ha un piano in cinque mosse che include lo snellimento dei codici di procedura e il potenziamento della magistratura.

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