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bongiovanni-giorgio-mario-caminita-nadia-spallittadi AMDuemila - 20 giugno 2014
Il direttore di ANTIMAFIA Duemila interviene al SolMusic

Expo di strumenti musicali, concerti, seminari ma anche uno spazio dedicato all'informazione a Palermo, dove si svolge – dal 19 al 22 giugno – SolMusic, “Il Villaggio Musicale” al Giardino Inglese. Il direttore Bongiovanni, intervenuto nel corso dell'evento (condotto da Mario Caminita) ha richiamato l'attenzione del pubblico sui pm che si occupano del processo trattativa Stato-mafia e in particolare sul sostituto procuratore Antonino Di Matteo. Il pool di magistrati, ha spiegato Bongiovanni “si sta occupando anche delle delicate indagini sulle collusioni e la partecipazione dello Stato alle stragi e alla trattativa” - l'inchiesta bis - “che ha fatto risvegliare Totò Riina, da più di vent'anni al 41bis, che ha detto chiaramente 'Corleone non dimentica, dobbiamo ammazzare Nino Di Matteo'. Noi invece dobbiamo proteggerlo” insieme agli altri magistrati nel mirino di Cosa nostra.
Si inizia da una semplice firma “alla petizione che chiede al Consiglio superiore della magistratura di nominare Nino Di Matteo procuratore aggiunto” lanciata da Antimafia Duemila insieme a Salvatore Borsellino, fratello di Paolo e fondatore del Movimento Agende Rosse, che in breve tempo ha superato i 90mila firmatari aderenti da tutta Italia oltre che da varie parti del mondo. Semplici cittadini ma anche parlamentari, giornalisti, artisti, familiari di vittime della mafia che vogliono dare un segnale di concreto sostegno al pubblico ministero e al cosiddetto pool della trattativa. Anche perchè, ha ancora sottolineato Bongiovanni, “purtroppo gli ostacoli maggiori spesso provengono dalla stessa magistratura e dalla politica” alla quale “fa paura che i magistrati possano trovare la verità”, infatti “più vanno avanti, più la politica risponde con regolamenti di conti e vendette contro di loro”. “Il Csm è un organo indipendente – ha poi aggiunto – ma noi vogliamo far sentire la nostra voce”. 

Se Di Matteo fosse nominato procuratore aggiunto sarebbe un segnale forte che il Consiglio superiore della magistratura manderebbe all'esterno, per rendere atto della straordinaria competenza di questo pm data dall'aver preso parte a molti dei processi e delle indagini di mafia (l'omicidio del giudice Saetta, del giudice istruttore Chinnici, le indagini sulla strage di via D'Amelio, il processo all'ex senatore Cuffaro e quello agli ex ufficiali del Ros Mori e Obinu, per citarne solo alcuni). Allo stato dell'arte, invece, la scrivania di Di Matteo vede, accanto alle carte delle indagini e del processo sulla trattativa, quelle che riguardano “ladri di motorini e abusi edilizi” che ancora gli vengono assegnati.
Della stessa opinione Nadia Spallitta, vice presidente del Consiglio Comunale di Palermo: “La nostra democrazia si fonda anche sull'indipendenza dei magistrati. La firma della petizione è anche a sostegno della nostra democrazia e libertà perchè i magistrati sono spesso costretti a sostituirsi alla politica ed alle amministrazioni inadempienti che reggono le fondamenta della nostra Repubblica”. “Solo attraverso la loro indipendenza e libertà, perciò sarebbe fondamentale il ruolo affidato a questo magistrato – ha concluso – possiamo veramente ritenerci cittadini liberi”.

In foto: Giorgio Bongiovanni, Mario Caminita e Nadia Spallitta

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