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cutro-ignazio-studentitedeschidi  AMDuemila - 9 maggio 2014
Ieri mattina una rappresentanza di studenti tedeschi dell'Università di Regensburg ha incontrato il testimone di giustizia Ignazio Cutrò presso la sua abitazione a Bivona.
L'idea è partita proprio dai ragazzi che, durante il tour di Addio pizzo travel, tramite cui i giovani possono vivere da vicino la lotta alla mafia visitando i luoghi collegati a Cosa Nostra e all'antimafia, hanno chiesto esplicitamente di poter incontrare il presidente dell'associazione nazionale testimoni di giustizia.

Cutrò si è visto così invadere la casa da giovani curiosi e interessati alla sua esperienza che per oltre due ore lo hanno bombardato di domande sulla funzione dei testimoni di giustizia e sulla sua storia personale: “E' stato bellissimo avere nuovamente casa piena di persone - ha raccontato Cutrò - i ragazzi erano molto interessati a capire e sono stati molto attenti, si sono indignati quando ho raccontato che siamo abbandonati a noi stessi perchè non vengono applicate le leggi e non viene cambiata la normativa sui testimoni in località di origine”. Cutrò infatti dopo aver denunciato la mafia ha deciso di rimanere nella sua terra per condurre la sua lotta contro la mentalità omertosa e mafiosa, ma da quando è entrato nel sistema di protezione si è trovato presto senza lavoro sia perchè in tanti gli hanno chiuso le porte dopo la sua scelta, sia perchè non ha ricevuto nessun aiuto da parte dello Stato.
A fine mattinata, gli studenti hanno promesso di voler lanciare una petizione tramite la loro università affinche si risolva questa situazione indecente: “Non riuscivano a credere che io non riceva aiuti per poter sfamare la mia famiglia dopo ciò che ho fatto”. L'imprenditore infatti oltre che denunciare tutti gli atti intimidatori nel 2006 ha anche collaborato con le forze dell'ordine permettendo molti arresti nella zona d'Agrigento. L'iniziativa di ieri ha lanciato un bel messaggio di solidarietà e vicinanza per Cutrò, ma allo stesso tempo fa riflettere il fatto che: “Loro hanno fatto migliaia di chilometri per venirmi a trovare, e invece chi è a pochi metri mi isola”. Questo purtroppo è il grande paradosso in cui vivono molti testimoni di giustizia in Italia, abbandonati proprio da chi dovrebbe star loro più vicino. Ora non resta che attendere la “Carta per i diritti dei testimoni di giustizia” che a detta del viceministro dell'Interno, Filippo Bubbico, dovrà essere conclusa entro novembre. Questa è l'ultima delle tante promesse del viceministro, che a maggio di quest'anno ha istituito una commissione composta da sociologi, avvocati, magistrati e funzionari del Servizio centrale di Protezione, per rendere eque le normative vigenti sui testimoni di giustizia. Se questa promessa, a differenza delle altre fin ora cadute nel vuoto, verrà finalmente rispettata, allora si potrà dire che lo Stato non ha abbandonato i testimoni di giustizia che lo hanno servito.

ANTIMAFIADuemila
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