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grasso-valeria-web5di Simona Mantegna - 13 gennaio 2014
Valeria Grasso (in foto) è una imprenditrice di Palermo che lavora nel campo del fitness.
Qualche tempo fa tornata da Catania decide di prendere in affitto una palestra nel quartiere di San Lorenzo, senza però essere consapevole di chi fossero realmente i proprietari di quei locali.
Dopo aver preso possesso dei locali e dell’attrezzatura comincia a lavorare; i proprietari si dimostrano sempre disponibili nei suoi confronti supportando anche il suo intento di migliorare le condizioni dei locali
Trascorso un po’ di tempo, però, Valeria è stata messa al corrente del fatto che la palestra è stata sequestrata e che dal quel momento in poi per il pagamento della locazione dei locali doveva avere rapporti solo ed esclusivamente con il tribunale.
Ecco che da quel momento cominciano i guai per Valeria, che oltre a dover pagare l’affitto al curatore dello stato continua a pagare una pigione alla famiglia dei Madonia-Di Trapani.
Per paura decide allora di vendere l’attività della palestra ad un giovane acquirente, credendo in tal modo che non avrebbe più avuto rapporti con la famiglia Madonia.
Ma le cose non sono andate secondo i suoi piani, perché i vecchi proprietari la contattano facendole sapere che deve continuare a far pagare il doppio affitto all’acquirente.
Rendendosi conto però della gravità di ciò che stava accadendo e della responsabilità che aveva nei confronti del giovane acquirente, si reca, anche se con molto paura, dai carabinieri a denunciare il tutto consapevole che questa è l’unica cosa corretta da fare.
Ed è proprio grazie al coraggio di questa grande donna che alcuni componenti della famiglia Madonia vengono arrestati.

Signora Valeria, qual è stata la principale sofferenza di questa sua esperienza?
Una delle sofferenze più grandi provate nel corso di questa mia lunga esperienza è stata l’inaspettata solitudine data dall’iniziale indifferenza da parte delle istituzioni e in particolare dello Stato che sembravano non capire la situazione in cui mi trovavo, il loro supporto, infatti, avrebbe potuto darmi più forza. Successivamente, però, mi preme sottolineare che è proprio grazie all’aiuto di alcune di queste istituzioni che hanno portato alla luce la mia storia che mi cominciai a sentire supportata, finalmente sapevo e sentivo di non essere più sola in questo lungo e duro percorso.

L’incontro con il liceo Danilo Dolci quando è avvenuto?
L’incontro è avvenuto nel mese di novembre, il Dirigente Domenico Di Fatta, con il quale ho avuto modo di collaborare diverse volte, mi ha parlato della bellezza dei ragazzi del Danilo Dolci scatenando in me il desiderio di conoscervi. Devo dire che è stata un esperienza  unica e irripetibile  nella quale ho avuto la possibilità di parlare della mia storia,

Quali emozioni l’evento del 17 e 18 dicembre ha suscitato in lei?
Non avrei mai creduto di poter riaprire la palestra. Mi resi conto che quello che stava accadendo era reale solo nel momento del taglio del nastro. Una delle emozioni più forte nel corso di questi due giorni l’ho provata proprio quando ho visto con quanta determinazione, orgoglio e amore avete invaso quei locali che per troppo tempo sono rimasti vuoti e spenti. La vostra vitalità non ha solo riacceso le luci di quella palestra, ma siete riusciti con il vostro affetto e le vostre attenzioni a farmi sentire protetta e a riaccendere in me quella speranza che ogni giovane possiede. Grazie a voi il mio sogno è divenuto realtà.

Cosa ha raccontato ai suoi figli? qual è stata la loro reazione?
Tornata a casa, nonostante nel corso delle due giornate li abbia sentiti spesso spiegando loro cosa stava accadendo all’interno della palestra, hanno comunque voluto che gli raccontassi tutto nei minimi dettagli. Hanno provato un’enorme gioia nel leggere la lettera scritta da voi e nel scartare i vostri regali. In loro, pero, c’era anche un sentimento di rabbia per non aver potuto condividere con noi questa meravigliosa e indimenticabile esperienza.  Ho letto nei loro occhi anche un senso di gratitudine verso di voi data dalla nuova luce e solarità che hanno finalmente rivisto in me.

Cosa spera per la palestra?
Per me riaprire la palestra, grazie all’iuto dei ragazzi del Danilo Dolci, è già stata una grande vittoria. Questo mi permetterà di ridare posti di lavoro e di rendere attiva la palestra per tutti coloro che vogliono tornare ad allenarsi.  Adesso, inoltre, il mio desidero più grande è che la palestra diventi presidio di legalità, cioè un punto di riferimento per tutti coloro che in un certo qual modo vivono la stessa mia situazione o che semplicemente hanno voglia di vivere la legalità

Ringraziamo Valeria Grasso per averci fatto vivere un’esperienza unica e indimenticabile che è stata per noi occasione di crescita e ci ha permesso di capire sempre più quale sia la vera essenza della legalità.Lei è per noi un grande esempio di coraggio, un modello da imitare. Grazie alla sua storia ci ha resi consapevoli del fatto che anche attualmente e non solo in passato, esistono delle persone come lei che non rispondono passivamente a situazione simili, ma che lottano affinché giustizia sia fatta.Ed ecco che proprio per questo noi ragazzi non vogliamo più star farmi ma vogliamo insieme a lei combattere con la speranza che qualcosa può ancora cambiare.

La redazione del giornale ringrazia tutti quei ragazzi e ragazze che hanno che "invadendo" la palestra hanno fatto capire da che parte stanno e che la legalita’ si vive con gesti concreti…dal quartiere Brancaccio una bella testimonianza GRAZIE RAGAZZI

Tratto da: liceodanilodolci.it

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