Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

crisafulli-vladimiroMa l'incontro con il mafioso Bevilacqua è un dato di fatto
di AMDuemila - 29 ottobre 2013
“Querelo questo Pif (all'anagrafe Piefrancesco Diliberto ndr) non so chi sia e nessuno conosce. Ma ha detto cose false sul mio conto. Poi quando i giudici mi daranno ragione darò i soldi al partito”. A parlare in questi toni è il neoeletto segretario del Pd ad Enna, Vladimiro “Mirello” Crisafulli (foto).
La “colpa” dell'ex Iena, oggi attore e regista palermitano, è l'aver contestato in maniera forte, intervenendo al summit dei renziani alla Leopolda, la presenza dello stesso “Mirello” tra le fila del Partito Democratico. “Ma come m... fa il Pd a candidare Crisafulli? - ha detto - Era il partito di Pio La Torre. Cacci Crisafulli a calci nel sedere! Crisafulli prima di candidarsi alle elezioni provinciali di Enna disse: 'Io a Enna vinco con il maggioritario, il proporzionale e anche con il sorteggio', se lo avesse detto Fiorello sarebbe stato divertente, ma Crisafulli fu scoperto a trattare con un mafioso per degli appalti pubblici”.
E Crisafulli, eletto come segretario del Pd ad Enna con una maggioranza “bulgara” del 98,5%, c'è rimasto male a tal punto che prima ha replicato a Pif invitandolo a sostenere la sua tesi in provincia di Enna. “Lo invito nelle sedi del Pd della mia provincia, dove si renderà conto di quanto siamo ospitali”. Poi, intervistato dal quotidiano palermitano livesicilia.it, l’ex senatore ha spiegato che “i renziani mi hanno chiesto sostegno, io ho detto di no, e quindi mi attaccano”. Nella corsa alla segreteria, Crisafulli appoggia infatti lo sfidante numero uno di Renzi, Gianni Cuperlo il quale si è presto affrettato a specificare: “Crisafulli? Non l’ho candidato io, in quel contesto avrei dato un consiglio diverso, avrei fatto una scelta diversa”. Così alla fine “Mirello” si è sfogato alla Zanzara, su Radio 24 minacciando la querela.

Fatto sta che quell'incontro con il mafioso Bevilacqua c'è stato per davvero pur essendo stata archiviata la posizione dello stesso Crisafulli, al tempo indagato per concorso in associazione mafiosa.
I fatti risalgono al 2000 quando una microcamera all'interno dell'Hotel Garden di Pergusa immortala l'ex senatore del Pd mentre discute di appalti con il boss di Enna, Raffaele Bevilacqua (appena uscito di galera). Dal filmato non si riesce a capire chi comandi su chi, perché il boss mafioso chiede e il politico risponde e molte volte gli dice di no usando anche parole forti (“Fatti i cazzi tuoi”).
Il 19 febbraio 2004 la Procura chiede e poi ottiene dal GIP l'archiviazione perché da quel colloqui
“non era possibile avere la prova che con il suo comportamento Mirello Crisafulli abbia rafforzato in maniera sensibile l’organizzazione Cosa Nostra”.
Scrivono però i PM nella richiesta di archiviazione che è “dimostrata da parte del Crisafulli la disponibilità a mantenere rapporti con il Bevilacqua, accettando il dialogo sulle proposte politiche dello stesso, ascoltando la sua istanza e rispondendo alle domande sulle possibili iniziative politico-amministrative, in particolare in materia di finanziamenti e appalti”.
Quell'incontro e gli altri che seguirono, nonché le numerose telefonate fra i due, costituiscono per la Procura “un complesso di contatti e disponibilità al dialogo di inquietante valenza: il solo fatto che un autorevole rappresentante politico incontri un personaggio del quale non poteva ignorare (ogni contraria ipotesi appare irrealistica) [...] la nota caratura nel  contesto della illiceità mafiosa, è fatto troppo grave perché sia il caso di insistere [...]. La pubblicità dell'incontro [...] enfatizza in tutti i presenti al congresso l'idea di stabili contatti mafia-politica, con ovvio vantaggio per la prima”.  

E poi ancora: “Nell'ambito affaristico non risulta che le richieste di Bevilacqua siano state esaudite, e quindi l'ascolto e la discussione appaiono piuttosto finalizzate a mantenere aperto un canale di collegamento. Sinteticamente e globalmente considerata, la condotta di Crisafulli può apparire oggettivamente legittimante rispetto a Bevilacqua e quindi pericolosamente vicina al sottile confine della attività penalmente illecita [...]. Però si deve concludere che non vi sono sufficienti elementi di prova per sostenere che abbia arrecato significativa, rilevante utilità al Bevilacqua, al sodalizio criminoso di appartenenza dello stesso o all'intera Cosa Nostra”.

Ma se sul piano giuridico ormai la questione non potrà essere approfondita e chiarita dall'altra resta la “questione morale” sollevata da Pif e a cui noi ci associamo. Perché nel partito che fu di Pio La Torre, morto ammazzato da Cosa Nostra per aver rifiutato anche il minimo compromesso con i mafiosi non può esserci posto per “Mirello” Crisafulli.

A Pif  l'abbraccio e la solidarietà da parte di tutta la redazione di ANTIMAFIADuemila

ARTICOLI CORRELATI

Archiviazione per Crisafulli, giudicato pero' grave il suo comportamento

La diretta con ''Passaparola'' - Mirello Crisafulli, la mafia e il PD

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy