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giacalone-rino0di Lorenzo Baldo - 10 ottobre 2013
La notizia è di quelle che ti lasciano basito. Il collega Rino Giacalone (foto), ex corrispondente del quotidiano La Sicilia, è stato condannato a pagare un risarcimento danni di 25 mila euro nei confronti dell'ex sindaco di Trapani, Girolamo Fazio. Per il giudice onorario, Giovanni Campisi (che di fatto è un avvocato, ndr), alcuni passaggi di un articolo di Giacalone pubblicato nel 2007 sul sito di Articolo 21 sono diffamatori. Nell’articolo in questione Giacalone, collaboratore di diverse testate quali Liberainformazione, Narcomafie, la nostra testata ANTIMAFIADuemila e per l'appunto Articolo 21, dava notizia di una sorta di scambio epistolare tra il sindaco e l'ex prefetto Fulvio Sodano - trasferito polemicamente nel 2003 dal governo Berlusconi - in merito alla mancata concessione della cittadinanza onoraria di Trapani. Era l'estate del 2007. Fazio aveva scritto che Sodano era “reo” di dichiarazioni pubbliche poco opportune e di “essersi eletto ad unico paladino della legalità”. “Con le sue denunce – aveva concluso il Sindaco nel suo scritto – Sodano rischia di passare per uno di quei tanti professionisti dell’antimafia, tutti parole e niente fatti”, smentendo quindi che il suo trasferimento era stato, di fatto, un favore alla mafia. Rino Giacalone aveva riportato la notizia evidenziando la gravità di simili affermazioni.

A fronte delle considerazioni del giornalista l'ex sindaco aveva quindi chiesto un risarcimento danni di 50 mila euro. Soldi che a suo tempo Fazio aveva detto di voler devolvere all’associazione antimafia Libera che, però, immediatamente aveva rifiutato la proposta. Dopo la richiesta di condanna l'ordine dei giornalisti si è schierato a fianco di Giacalone così come l'Assostampa, l’associazione Libera e l’associazione Rita Atria, insieme a buona parte dell’associazionismo locale. Oltre alla condanna a 25 mila euro il giudice Campisi ha disposto la pubblicazione dell'estratto della sentenza per quattro volte sul Giornale di Siclia. Nemmeno ai tempi del Maxiprocesso si era arrivati a tanto. Dal canto suo Giacalone ha diffuso una nota per esternare il suo pensiero e il suo stato d’animo. “E’ una sentenza che mi suscita amarezza – ha scritto l’ex corrispondente de La Sicila –. Esporre giornalisticamente il racconto dei fatti, riportare come ho fatto ciò che è stato scritto in una lettera, nel caso specifico quella con la quale nel 2007 l’allora sindaco di Trapani avv. Fazio motivò all’ex prefetto Sodano il perché della mancata attribuzione della cittadinanza onoraria, può portare all'esito del quale oggi sono protagonista. Il giudice ha lamentato che nell'articolo in questione pubblicato sul sito di Articolo 21 manca la cronaca completa dei fatti e che si è travalicato il diritto di critica. L’articolo voleva mettere in evidenza il fatto che dalle parti di Trapani si parla spesso e male dell’antimafia, sociale e giudiziaria, e Fazio in quella lettera senza dubbio alcuno stigmatizzava l’azione sociale antimafia. E’ vero come ha sentenziato il giudice non ho fatto la cronaca completa di quella lettera, avrei dovuto scrivere e aggiungere che al sindaco Fazio non risultava che il prefetto Fulvio Sodano avesse mai svolto una azione a difesa dell’impresa confiscata alla mafia Calcestruzzi Ericina e però Fazio a Sodano voleva concedergli un encomio. Faccio ammenda non gli ho mai chiesto per cosa secondo lui Sodano meritasse l’encomio. La difesa di Sodano di quell’impresa, all'epoca dell'articolo risultava attestata da inchieste, oggi da sentenze passate in giudicato. Prendo atto della sentenza e certamente presenterò appello. Non sta a me sancirlo, non posseggo titolarità, sommessamente dico che oggi dinanzi a questa sentenza perde ancora più valore l’articolo 21 della Costituzione. Infine. Mi corre l’obbligo di ringraziare la sezione di Trapani del sindacato dei giornalisti che si è costituita a mio fianco nel procedimento, l'associazione Libera che è stata sempre al mio fianco e il mio difensore, l’avv. Giuseppe Gandolfo”.
A tutti gli effetti quello che ora preoccupa particolarmente è il segnale che arriva da un’azione che appare come un pesante avvertimento per Giacalone e per chiunque abbia un concetto etico del giornalismo così come lo riteneva Pippo Fava: un giornalismo che rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo “fatto di verità che impedisce molte corruzioni, frena la violenza la criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili”, che “pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia”, e infine “che impone ai politici il buon governo”. Un concetto che appare sempre di più un’utopia. Soprattutto dopo simili condanne.

A Rino Giacalone la totale solidarietà e il profondo ringraziamento da tutta la redazione per continuare a svolgere il suo lavoro mantenendo fede ai valori di un vero giornalista.

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