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lombardo-raffaele-web4L'accusa è di concorso esterno e voto di scambio
di AMDuemila - 18 settembre 2013
Dieci anni di reclusione, sorveglianza vigilata e interdizione dai pubblici uffici per la durata di due anni. Tanto ha chiesto la Procura di Catania nel processo col rito abbreviato che vede imputato l'ex governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, per concorso esterno e voto di scambio.
A formulare la richiesta al Gup Marina Rizza, è stato il procuratore Giovanni Salvi che ha chiuso la requisitoria del procedimento.
L'inchiesta nei confronti del leader dell'Mpa riguardava uno stralcio dell’indagine conosciuta come “Iblis”, compiuta dai carabinieri del Ros di Catania, che ha messo in evidenza alcuni rapporti tra Cosa nostra, politica e imprenditoria.
Per questo nei confronti dell'ex Presidente della Regione Sicilia, e di suo fratello Angelo, era stato aperto un processo per reato elettorale davanti al giudice monocratico. Per entrambi la Procura aveva poi presentato una richiesta di archiviazione per concorso esterno all’associazione mafiosa ma il gip Luigi Barone, in camera di consiglio, rigetto la stessa disponendo l’imputazione coatta.
Già nella richiesta di archiviazione l'ufficio inquirente aveva specificato di ritenere fondata la sussistenza di “elementi di prova circa i rapporti tra gli onorevoli Raffaele e Angelo Lombardo ed esponenti di Cosa nostra finalizzati a ottenere il sostegno dell’organizzazione criminale in occasione di competizioni elettorali anche mediante finanziamenti provenienti dall'organizzazione e che si ritiene essere stati effettivamente erogati”.

“Le motivazioni della richiesta di condanna a 10 anni le abbiamo rappresentate in tante udienze e sono molto complesse. Noi abbiamo ritenuto – ha detto il procuratore Salvi – che vi siano elementi solidi che possono confermare la responsabilità dell’onorevole Lombardo per avere contribuito all’organizzazione Cosa Nostra per un periodo di circa 10 anni fino al 2009. Questa è la nostra ricostruzione sulla quale abbiamo fondato la richiesta della pena oltre a quelle accessorie. Richiesta che è certamente una richiesta pesante di condanna che si basa sulla nuova normativa in vigore proprio nel 2008 che prevede una pena minima di 12 anni per le ipotesi di reato che sono state contestate”.
Da parte sua il leader del Movimento per le autonomie si è sempre detto innocente tanto da rinucniare alla prescrizione del reato di corruzione elettorale.
Adesso la palla passa agli avvocati che dovranno affrontare l'arringa prima della sentenza prevista attorno al 6 novembre.

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