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narcos-web00Messico: decapitato il cartello del Golfo. Per il presidente Nieto è il terzo successo
di Paolo Manzo San Paolo - 19 agosto 2013
Su di lui pendeva una taglia del governo di Washington di cinque milioni di dollari. Considerato tra i più violenti narcos del mondo e tra i più ricercati dalla Dea, l’agenzia antidroga statunitense, Mario Armando Ramírez Treviño, detto «il Calvo» o anche «X-20», è stato catturato dall’esercito a Rio Bravo, nello Stato messicano settentrionale di Tamaulipas, non lontano dal confine con il Texas. Treviño, 51 anni, era ritenuto il numero uno del cartello del Golfo.

Un’operazione in grande stile, come annunciato dal portavoce del governo locale, Rafael Luque, e degna di un film d’azione quella che ha portato all’arresto del pericoloso boss. Oltre ai militari hanno partecipato anche una decina di elicotteri dei corpi speciali per impedire qualsiasi possibilità di fuga.

Si tratta del secondo arresto importante nella lotta ai narcos da quando il presidente messicano Enrique Peña Nieto si è insediato lo scorso dicembre. Il primo, il 15 luglio, quando le autorità hanno catturato nel Nord del Paese Miguel Angel Treviño Morales, detto «Z-40», leader del cartello degli Zetas. Lo scorso ottobre invece i marines avevano ucciso il leader e fondatore degli Zetas, Heriberto Lazcano Lazcano, detto «El Lazca». Quanto al «Calvo» era stato prima bodyguard personale del capo del cartello del Golfo, Antonio Ezequiel Cárdenas Guillén, alias «Tony Tormenta», ucciso dalla polizia nel novembre del 2010.

Poi era stato a lungo in competizione per assumere lui stesso la guida del cartello del Golfo a seguito dell’arresto del suo leader Eduardo Costilla Sanchez, detto «El Coss», avvenuto lo scorso settembre. Sembra ci fosse riuscito e aveva preso la guida del gruppo.

Tra i vari problemi che Treviño aveva dovuto affrontare nella sua nuova posizione da leader c’era stata anche la guerra con Los Zetas, con cui più volte aveva cercato una riunificazione. Secondo gli investigatori, poi, avrebbe stretto vincoli con un nuovo gruppo di sicari chiamati «Deltas».

Anche prima di ricoprire il ruolo di leader «il Calvo» si era fatto notare per la sua ferocia e abilità criminale. Era noto alle polizie di tutto il mondo già nel 1989. Nel 2007 era stato condannato dagli Usa per traffico di droga, oltre una tonnellata di marijuana e svariati chili di cocaina. In Messico era accusato di decine di omicidi, che usava per seminare il terrore nella popolazione dove il cartello operava.

Lo scorso 10 marzo le principali vie della città di Reynos sono state chiuse dai due gruppi rivali all’interno del cartello del Golfo, quelli fedeli a Miguel «El Gringo» Villarreal e quelli invece legati proprio a Treviño. La sparatoria è durata per più di tre ore, alla fine delle quali si sono contati ben 36 morti, tra cui tanti innocenti come un taxista e un bambino di appena 8 anni.

Il cartello del Golfo, un tempo molto più potente di adesso, controlla ancora gran parte del corridoio di Matamoros, nello Stato di Tamaulipas, oltre il confine di Brownsville in Texas, e gestisce traffici internazionali di armi e droga. Al suo interno si è scatenata però una lotta per la successione che ha portato a episodi davvero cruenti. Intanto, dal 2007 sono quasi 90mila in Messico i morti nella guerra fra i cartelli che si contendono il controllo del narcotraffico.

Tratto da: La Stampa

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