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maggiani-chelli-giovanna-web4di Giovanna Maggiani Chelli - 21 febbraio 2013
Gli ultimi dati dal carcere confluiti alla procura di Palermo, direbbero che il macellaio di donne e bambini, Bernardo Provenzano, dal 2007 avesse nella sua cella le telecamere disattivate.
Ci sta come un paio di scarpe nuove.
E’ un bel po’ che Provenzano fa sceneggiate in carcere, le nostre denunce partono il 31 gennaio 2007, infatti è chiaro il nostro comunicato nel sito dell’associazione, datato 31 gennaio 2007, giorno in cui a Provenzano gli fu fatta recapitare un crostatina del mulino bianco il giorno del suo 74 compleanno.
Inoltre è un dato del processo di Firenze per le stragi del 1993 che Giuseppe Ferro capo mandamento di Alcamo, uomo chiave delle stragi del 1993, quando stava male e si fingeva paralizzato e demente, avesse in cella con lui un soggetto - un carcerato - che si occupava dei suoi bisogni 24 ore su 24 e lo guardava a vista.

Poco opportune quindi le cassette delle telecamere del servizio di sorveglianza per i mafiosi che non vogliono il 41 bis e l’ergastolo, con il pericolo di doverle in seguito distruggere per non dover dimostrare o meno quelle presunte malattie e demenze?
Auspichiamo che a breve ce lo dica la magistratura cosa succedeva nella cella dell’uomo che fu latitante per 43 anni, arrestato in tempi più che sospetti, durante un vuoto politico totale e appena messo in carcere l’inizio immediato della pantomima per mandarlo di nuovo a casa, agli arresti domiciliari, perché ammalato a causa del 41 bis come ogni 15 agosto blateravano i politici buonisti che andavano a visitarlo in carcere.
E’ più di un sospetto ormai che tutto converga in una unica direzione: impedire che Provenzano parli.
Lo si processi una buona volta per trattativa Stato Mafia, assista al suo processo, perché noi temiamo che lo scemo lo faccia e non lo sia e se vuole andare a casa sua a far finta di mangiare formaggio e cicoria insieme alla amata Palazzolo, vestito firmato e pullover di cashimir parli e ci dica con chi ha trattato degli uomini di governo del 1993 la morte dei nostri figli a suon di abolizione del 41 bis.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

Tratto da: 19luglio1992.com

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