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mori-mario-web1Da marzo al via la requisitoria dei pm
di AMDuemila - 30 gennaio 2013
Con l'acquisizione di una voluminosa documentazione si è concluso il dibatimento nei confronti di Mario Mori e Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento nei confronti del boss Bernardo Provenzano, aggravato dal genere mafioso. L'ex numero uno dei servizi, generale dei carabinieri Mario Mori, è accusato anche di minaccia e violenza a corpo politico dello stato. La documentazione ultima acquisita dal Tribunale riguarda in particolare le rivelazioni di Calogero Mannino e Antonino Subranni, che già era stata depositata agli atti durante le udienze sulal trattativa Stato-mafia.

In particolare, il pm con i verbali prodotti vuole dimostrare l'esistenza di un ''asse tra Mannino, Subranni e Guazzelli''. Di Matteo ha prodotto, tra l'altro, i verbali degli interrogatori resi da Calogero Mannino il 1 marzo 1994 e da Antonio Subranni l'8 settembre 1995. Subranni, sentito dai pm nel '95 nell'ambito dell'inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa a carico dell'ex ministro Mannino, che poi si concluse con la sua assoluzione definitiva ammise di avere avuto numerosi incontri con l'ex ministro nella sua segreteria politica a Roma. I due avrebbero parlato anche delle dichiarazioni del pentito Rosario Spatola che accusavano Mannino.
Subranni disse ancora che Mannino si sarebbe rivolto al Ros dei carabinieri affinchè fosse dimostrata l'infondatezza delle accuse a lui rivolte. Dell'argomento parlarono anche con il maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli. Il pm Di Matteo ritiene che l'interrogatorio di Subranni confermerebbe i rapporti tra i due e l'esistenza di un ''asse''. Mannino nel '92, soprattutto dopo l'uccisione dell'eurodeputato Dc Salvo Lima era terrorizzato per la sua incolumità perchè temeva di essere il prossimo obiettivo di Cosa nostra. Per la Procura sarebbe stato proprio Mannino a dare al Ros di Subranni l'input per avviare una trattativa con Cosa nostra per fermare la strategia stragista. Tra gli atti ammessi oggi c'è anche l'interrogatorio di Mannino del 1 marzo 1994 in cui l'ex ministro ammise davanti ai pm di essersi rivolto a Guazzelli per chiedergli di accertare se avesse 'armato' il pentito Rosario Spatola contro di lui. Nei giorni scorsi gli stessi atti sono stati depositati anche nel procedimento per la cosiddetta trattativa tra lo Stato e Cosa nostra.
Sempre nell'udienza di ieri il presidente Fontana ha ammesso anche altri atti chiesti dalla difesa, rappresentata dall'avvocato Basilio Milio. Tra questi atti spiccano l'audizione dell'ex ministro Claudio Martelli dinanzi alla commissione parlamentare antimafia l'11 settembre 2012 in cui si parlò anche di 41 bis, ma anche le audizioni del pm Gabriele Chelazzi, deceduto tempo fa, dinanzi alla commissione parlamentare antimafia il 14 maggio 2002 e il 2 luglio 2002. E ancora, la relazione del 6 agosto 1993 che riguarda gli attentati di maggio e luglio 1993 prodotta dal gruppo di lavoro interforze che venne riunito presso i servizi segreti. Ammesso anche un documento anonimo di 8 pagine noto come 'Corvo 2' e circolato nel giugno 1992. E' stata invece esclusa la memoria della Procura di Palermo nell'ambito del procedimento della trattativa. Tra gli atti ammessi ci sono anche le sentenze, di primo e secondo grado e quella definitiva della strage di Capaci.
Il presidente del Tribunale, Mario Fontana ha poi elencato le prossime date del processo. Il prossimo 15 marzo comincerà la requisitoria del pm Di Matteo (che seguirà anche il 25 marzo, 5 e 30 aprile). La difesa parlerà Il 10 e 24 maggio e il 7 giugno le date per la requisitoria della difesa quindi un'ultima udienza per le eventuali repliche e infine la camera di consiglio per decisione finale e la sentenza.

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