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alfano-ventidi AMDuemila - 8 gennaio 2013
Nella parte pomeridiana della prima giornata di manifestazioni per ricordare il ventennale dell'omicidio di Beppe Alfano si è svolto un dibattito sulla cooperazione giudiziaria europea e internazionale sul contrasto alle mafie, e che ha visto alternarsi i magistrati Giovanni Salvi, Nicola Gratteri e Roberto Scarpinato.


Ha esordito Giovanni Salvi, Procuratore capo della DDA di Catania: “C’è ancora molto da fare sul fronte della lotta alla mafia, ma non dobbiamo dimenticare quali sono stati i passi avanti che abbiamo fatto in questi anni. Oggi possiamo affermare con orgoglio che questi vent'anni dalle stragi non sono passati invano. Abbiamo ormai tutte le prime, le seconde e forse anche le terze file di quelle organizzazioni in carcere. Sono migliaia di persone, molte delle quali condannate all’ergastolo. Molte cose devono ancora cambiare, ma non dimentichiamo ciò che è stato fatto, perché i risultati ottenuti fin qui sono costati tanto”. E ha precisato ancora: “Colpire il patrimonio delle organizzazioni criminali è una delle principali armi di cui si dispone”.
Così ha aperto la seconda parte della prima delle giornate dedicate alla commemorazione del giornalista Beppe Alfano. “Fra i tanti passi avanti fatti -ha sottolineato il procuratore Salvi - c’è certamente il passaggio dell’Unione Europea  ad una vera unione politica. In questo contesto nasce la proposta di un procuratore europeo. Le strutture di coordinamento ancora non funzionano bene, ma è difficile chiederlo a chi si trova nelle emergenze operative. Ma io sono ottimista. Se penso a come siamo partiti, la situazione è enormemente migliorata. Abbiamo tanti di quegli strumenti, a volte anche difficili, che io vedo il futuro come un futuro di lenta ma inesorabile armonizzazione dei procedimenti processuali, che ci farà fare un altro enorme passo avanti nella lotta contro la criminalità organizzata”.
Un dibattito, quello in corso, che vede schierarsi diverse opinioni sulla questione normativa in Europa e sul suo futuro sviluppo. E Nicola Gratteri, Procuratore aggiunto della DDA di Reggio Calabria, ha evidenziato con forza numerose difficoltà ancora esistenti nella conduzione delle indagini: “Con la schizofrenia normativa che abbiamo in Europa, non andremo da nessuna parte. In Europa circolano tonnellate di cocaina, ma non è possibile il sequestro e nemmeno il ritardato arresto. Siamo ancora all’abc, da questo punto di vista. Se è vero che la ricchezza delle mafie proviene dalla droga, di cosa stiamo parlando se non possiamo fare sequestri in questi Paesi, dove non è ancora possibile nemmeno intercettare un blackberry? Sono paesi che parlano di tecnologie che noi in Italia usiamo da 10 anni. A me dispiace per i colleghi, che se la prendano. Ma dove vogliamo arrivare”?.
“Io non sono ottimista - ha sottolineato ancora Gratteri - anzi, sono molto arrabbiato. Abbiamo bisogno di potere intercettare, in Germania come in Italia. Abbiamo bisogno di catalogare i reati in modo che in Europa siano tutti d’accordo: per i reati di droga, gli omicidi, i reati sessuali. Dobbiamo assolutamente avere la possibilità di compiere le intercettazioni. L’utopia sarebbe un’Europa federale, con una Procura europea che si interessa di reati federali, di macrocriminalità. Ma è una strada molto lunga, perché interviene la politica. Per non aspettare altri 50 anni, facciamo piccoli passi: le intercettazioni anche all’estero”. E ha concluso dicendo che “il mandato di cattura europeo è stato un passo avanti ma c’è bisogno di intercettare nei paesi europei ed è necessario tipicizzare i reati”.
Nel corso del primo dibattito pomeridiano Leone Zingales, presidente dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani, ha consegnato a Sonia Alfano la tessera onoraria alla memoria di Beppe Alfano che, con i suoi resoconti, informava i lettori con puntualita' e professionalita', costituendo oggi un luminoso esempio professionale “per la grande passione civile nell'esercizio di un mestiere condotto in vita con difficoltà, in un territorio di frontiera tra Stato e mafia” al quale tutti i giovani cronisti sono chiamati ad ispirarsi. “Beppe Alfano – ha concluso Zingales – ci ha indicato la strada da percorrere per raggiungere l’obiettivo di una Sicilia senza mafia. E con lui tutti i giornalisti uccisi dalla mafia in questa terra. Insieme si può vincere”.
Al dibattito è intervenuto anche il Procuratore Generale della Corte d’Appello di Caltanissetta, Roberto Scarpinato: “Il 7 dicembre 1998 il settimanale «Time» incluse Lucky Luciano nella graduatoria dei venti più importanti «costruttori e titani» del business americano”, con questo esempio emblematico il procuratore ha tracciato un parallelismo tra passato e presente. “La mafia è una occulta componente del capitalismo mondiale – ha continuato –  I ‘decisori’ gestiscono i capitali legali e illegali”
Scarpinato è poi passato all'analisi dello scenario processuale in Europa: “Le resistenze politiche e culturali sono fortissime. Serve la figura del Procuratore europeo, che abbia potere investigativo. Altrimenti non abbiamo dove andare. Bisogna introdurre in Europa i reati di mafia. E’ stato un passo molto importante la costituzione della Commissione Antimafia Europea. Ma bisogna creare le premesse per costruire un diritto penale europeo, che sarebbe solo uno dei passi per una finale strategia che metta al sicuro il futuro del mondo”. E ha concluso con un appello: “Bisogna farlo per evitare che il futuro del mondo sia segnato dagli eredi di Lucky Luciano che ambiscono ad essere annoverati tra i titani del business americano”.

Foto in alto © ph (A. Villari)

FOTOGALLERY © ACFB


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