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alfano-ventidi AMDuemila - 7 gennaio 2013
A Barcellona Pozzo di Gotto la famiglia Alfano, con il prezioso sostegno di un gruppo di associazioni, ha organizzato un convegno per ricordare ed onorare la memoria di Beppe Alfano, giornalista ucciso dalla mafia vent'anni fa. L'evento, patrocinato dal Parlamento Europeo e diviso in due giornate (7 e 8 gennaio 2013) mira a celebrare l'impegno e il sacrificio che Beppe Alfano ha dedicato alla sua professione, tanto odiata e temuta da chi è ben consapevole che è la cultura della legalità e della trasparenza la vera carta vincente per debellare il cancro mafioso.

Un evento intensamente voluto da Sonia Alfano, Presidente Commissione Antimafia del Parlamento Europeo e figlia del giornalista, proprio nella sua città, rendendo merito all'impegno svolto dalla cittadinanza per contrastare il clima mafioso locale ancora percepibile. Prova ne sono i due più recenti attentati di matrice mafiosa avvenuti solo nell'ultimo mese.
In un contesto dunque dove ancora oggi si teme lo scoppiare dell'ennesima guerra di mafia è in corso il workshop dal titolo “Il contrasto alle mafie in Europa: esperienze a confronto”.
“E’ con enorme emozione - ha sottolineato Sonia Alfano all'inizio del suo intervento - che ringrazio tutte le istituzioni locali, italiane, europee ed internazionali che sono qui oggi, non solo per ricordare una vittima innocente della mafia, ma anche per contribuire al confronto investigativo ed internazionale sul contrasto alle mafie. Soprattutto - ha aggiunto l’on. Alfano - lasciatemi ringraziare il sindaco e i cittadini di Barcellona Pozzo di Gotto, che hanno accolto con entusiasmo la presenza delle forze di polizia. La loro presenza qui, adesso, è di grande conforto”.
Portavoce della cittadinanza barcellonese è il sindaco Maria Teresa Collica, che esordisce con una vera e propria richiesta di aiuto a tutti i presenti: “Non è più tempo di belle parole, servono urgentemente i fatti. Qualcosa è cambiato in questi anni, sarebbe ingeneroso non ammetterlo. E la cosa che più è cambiata è proprio la sensibilità dei barcellonesi, che hanno dato segnali di risveglio sociale. Oggi, a vent'anni dall’omicidio di Beppe Alfano, il vertice del gotha mafioso è quasi tutto in carcere. Sono stati sequestrati ingenti patrimoni alla mafia e tutto questo non possiamo dimenticarlo. E’ naturale avere paura di fronte a quello che continua ad accadere, ma la paura va trasformata in una reazione da parte dei cittadini” e per fare questo non è necessario nessun atto eroico, ma piccoli gesti quotidiani di tutta la società civile. “Uniti e numerosi faremo valere la nostra forza” conclude il sindaco appellandosi ai suoi concittadini.
In un evento che vede, per la prima volta in Sicilia, la partecipazione delle massime autorità italiane ed europee impegnate nel contrasto alle mafie, un importante contributo viene dal messaggio di Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo, nel quale si complimenta per l'organizzazione del convegno “che mira a mettere in rilievo il ruolo che l’UE ha in questa lotta, perché riflette l’appello che il Parlamento Europeo ha lanciato in favore di un approccio più attivo e più coordinato nella lotta contro le attività mafiose” in quanto è solo con la cooperazione di tutti i paesi che possono essere raggiunte delle soluzioni ottimali.
Un'Unione Europea, quindi, più “unita” soprattutto sul fronte mafioso, questo è quello che viene auspicato anche da David Ellaro, appartenente all'Europol, poiché è indispensabile adottare una linea comune alle varie nazioni per contrastare seriamente le mafie, e ha spiegato: “Ad Amsterdam, a Bruxelles, ci sono stati casi di sfruttamento della prostituzione che solo analizzati nel loro complesso, e non presi singolarmente, hanno provato l'esistenza del traffico di esseri umani.” Le difficoltà nella conduzione delle indagini però, ci sono, come ad esempio il fatto che ancora non esiste una legge antimafia uguale per tutti i paesi, e solo in Italia è al momento riconosciuto il reato di associazione mafiosa.
“Una buona cooperazione internazionale” ha detto  Gianni Baldi, appartenente all'Interpol e Direttore della Sezione 'Drugs and criminal organizations' “è stata indispensabile, ad esempio, per la cattura di Vito Roberto Palazzolo” mentre “l'attuale collaborazione con la Colombia – ha aggiunto Filippo Dispenza, Responsabile Interpol per l’Europa – “sta dando buoni frutti sul fronte della lotta al narcotraffico e alla corruzione”. Corruzione che incide per 180 miliardi di euro all'anno nelle tasche di 500 milioni di cittadini europei. La metà delle entrate viene prodotta solo dall'Italia, ed è sempre il nostro Paese a detenere il primato delle più forti organizzazioni criminali mondiali, con la 'Ndrangheta in testa, come dimostra la relazione del Presidente della BKA (Polizia federale tedesca), Jörg Ziercke: “E’ necessario che si coordini un approccio internazionale per la sicurezza a livello globale. Lo scambio delle informazioni a livello europeo è essenziale per combattere con successo i gruppi che operano a livello internazionale. Le autorità tedesche hanno risposto al processo di internazionalizzazione della criminalità con la creazione della task force italo-tedesca, nata dopo la strage di Duisburg. Da allora la cooperazione tra i nostri Paesi si è decisamente intensificata.” Ma è fondamentale fare molto di più: “Per combattere la criminalità organizzata – ha continuato Ziercke –  è necessario creare uffici per le indagini sia in Italia che in Germania. E’ importante poter interrogare i testimoni. Il codice penale italiano comprende il reato di associazione mafiosa, è indispensabile che anche quello tedesco lo comprenda. E’ necessario per identificare, per esempio, le attività di riciclaggio del denaro sporco. Il coinvolgimento delle procure a livello internazionale, la collaborazione tra autorità italiane e tedesche oggi è ad ottimi livelli, ma è necessaria una comprensione reciproca delle limitazioni dei rispettivi ordinamenti giudiziari. La mafia non può essere combattuta solo in Italia. Il problema è anche tedesco. Per sconfiggerla – ha concluso Jörg Ziercke – dobbiamo essere in grado di eliminare in maniera permanente gli utili prodotti dalla mafia”. Una serie di punti che possono creare degli sviluppi interessanti sul fronte della lotta alla criminalità organizzata, e forse se non ci fosse stato il sacrificio di Beppe Alfano vent'anni fa, oggi non ci sarebbe stata occasione per dibattere su temi tanto urgenti e più che mai attuali, come ha precisato il Gen. Giuseppe Magliocco, Comandante dello SCICO, che ha poi sottolineato quanto la crisi socioeconomica internazionale possa aprire nuovi e più lucrosi scenari alle mafie di tutto il mondo. E tra i primi posti negli “scenari” storici della criminalità organizzata spiccano sicuramente il traffico di stupefacenti e il riciclaggio di denaro sporco. “Anche per questo” ha detto Laurie A. Schlag, della Drug Enforcement Administration “è necessario sviluppare un sistema cooperativo internazionale per debellarli. Non dimentichiamoci che questi criminali parlano tre o quattro lingue e agiscono come una vera e propria multinazionale”.
La mafia non è più, infatti, un problema di alcune zone circoscritte, in quanto si è estesa a livello mondiale, in Europa come negli Stati Uniti “Adesso che si è preso consapevolezza della globalità del crimine organizzato - ha sottolineato Robert Stewart (FBI - Supervisore della Task Force europea contro il crimine organizzato) - dobbiamo collaborare con tutti i nostri partner in Europa. Il crimine organizzato non conosce confini e quindi la risposta nazionale non basta per indagini efficaci. Rapporti continui e coordinamento sono fondamentali. Per trovare e punire chi commette reati di stampo mafioso, oppure legati al riciclaggio di denaro e alla corruzione, è necessario monitorare i movimenti e i flussi di denaro ed è difficile se non si collabora tra di noi. Bisogna scoprire le fonti di approvvigionamento della criminalità organizzata, per combatterla”.

FOTOGALLERY © ACFB


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