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martello-giudice-tribunale-webdi Aaron Pettinari - 21 novembre 2012
Domani mattina si saprà se la libertà di stampa, il diritto di critica e di cronaca, ha ancora un valore in sede di giustizia italiana. Di fronte al Tribunale Civile di Trapani si terrà l'udienza conclusiva del procedimento che vede il giornalista Rino Giacalone citato in giudizio dall'ex sindaco di Trapani Girolamo Fazio per risarcimento danni.

La vicenda è relativa ad un articolo pubblicato sul sito articolo21.info nel quale Giacalone, ex corrispondente del quotidiano La Sicilia e collaboratore di diverse testate quali Liberainformazione, Narcomafie, la nostra testata ANTIMAFIADuemila e per l'appunto Articolo 21, dava notizia di uno scambio epistolare tra il sindaco e l'ex prefetto Fulvio Sodano, trasferito nel 2003 dal governo Berlusconi in un fiume di polemiche, in merito alla mancata concessione della cittadinanza onoraria.
Era l'estate 2007. Fazio spiegò che Sodano era “reo” di dichiarazioni pubbliche poco opportune e di “essersi eletto ad unico paladino della legalità”. “Con le sue denunce – ha concluso il Sindaco nella lettera – Sodano rischia di passare per uno di quei tanti professionisti dell’antimafia, tutti parole e niente fatti”, smentendo quindi che il suo trasferimento fu, di fatto, un favore alla mafia. L'ex inviato del quotidiano La Sicilia, nel riportare la notizia scrisse: “Fazio ha ripetuto il suo solito esercizio che è quello delle negazione della realtà”, quindi ha ricordato come anche il boss latitante Matteo Messina Denaro, condannato all’ergastolo per le stragi del ’93, “grida al complotto con le mani sporche di sangue anche dei giornalisti, di quelli che Fazio, alla pari di altri, magistrati compresi, bolla come professionisti dell’antimafia”. “Forse – ha concluso Giacalone nel suo pezzo - è ora che il sindaco di Trapani faccia i nomi e indichi i vantaggi conquistati da ognuno di questi”. Per queste considerazioni l'ex sindaco ha quindi chiesto un risarcimento danni di 50 mila euro. Soldi che Fazio, in caso di vittoria in aula, devolverebbe all’associazione antimafia Libera che però ha già rifiutato la proposta. La causa in questi anni è andata avanti. L'ordine dei giornalisti si è schierato a fianco di Giacalone così come l'Assostampa per un'azione che suona come un ammonimento per il giornalista e l'intera categoria che sul territorio trapanese opera con molte difficoltà anche a causa delle interferenze che la politica spesso esercita sull'informazione.
Anche l'associazione Antimafie "Rita Atria" si è schierata a difesa di Giacalone: "Ancora una volta un giornalista viene denunciato e, guarda caso, sul piano civile, da un politico (ex sindaco di Trapani). Una 'moda' che nel nostro paese sta prendendo pericolosamente piede e mette seriamente a rischio la libertà di pensiero e, di conseguenza, l’informazione libera. Esprimiamo la nostra solidarietà al giornalista Rino Giacalone nella vertenza giudiziaria che lo vede opposto all’ex sindaco di Trapani, Girolamo Fazio. E a questi diciamo che anzi di denunciare Rino Giacalone lo dovrebbe ringraziare perché è ampiamente dimostrabile che in tutti questi anni ha dimostrato di essere rara voce libera dell'informazione  trapanese".
Sulla vicenda del trasferimento di Sodano per lungo tempo ha indagato la procura di Palermo e fa parte del faldone di indagini contro il senatore del Pdl, ed ex sottosegretario all'Interno, Antonio D'Ali, ora sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa. Storie trapanesi, dove  la commistione tra il potere criminale, la politica e l'imprenditoria è forte su più livelli. Rino Giacalone, cronista in prima linea, ha sempre denunciato il malaffare trapanese tenendo sempre presenti i fatti e senza guardare in faccia a nessuno. Domani vi sarà l'ultimo atto (la decisione del giudice è attesa in giornata) dopo che l'avvocato di Giacalone, Gandolfo, ha presentato una memoria documentata da 150 pagine. La nostra speranza è che sia resa giustizia all'articolo 21 della nostra costituzione, la libertà d'informazione.

A Rino Giacalone l'abbraccio e la solidarietà di tutta la redazione di ANTIMAFIADuemila

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