Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

palazzo-chigi-web0di AMDuemila - 18 settembre 2012
Roma. Il governo non ha al momento deciso se costituirsi parte civile nel processo sulla presunta trattativa Stato-Mafia. Preferisce prendere tempo, senza precludere nulla. Lo ha annunciato ieri in Aula alla Camera il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Antonio Malaschini.

"Allo stato il governo non puo' assumere l'impegno in esame nei termini in cui esso e' stato articolato, perche' esso involge aspetti e scelti di natura prettamente tecnica che attengono ai presupposti sostanziali per la costituzione in giudizio, rispetto ai quali e' preliminare la conoscenza piena degli atti, e da valutazioni strettamente processuali circa la decisione di attendere o meno l'esito dell'udienza preliminare", ha spiegato Malaschini dopo l'avvio della discussione generale sulla mozione Idv.
"Per queste ragioni, pur non essendovi alcuna preclusione alla costituzione di parte civile da parte dello Stato, il governo non puo' assumere oggi l'impegno richiesto", ha chiarito. "Premessa la straordinaria rilevanza dei fatti contestati e del processo in questione, e che riguarda accadimenti tragici che hanno segnato la piu' recente storia repubblicana, occorre precisare che la scelta se autorizzare o meno la costituzione di parte civile dello Stato passa necessariamente attraverso l'attenta verifica della sussistenza della legittimazione ad agire e richiede ancora prima la piena conoscenza degli atti", ha insistito Malaschini. "Tra i requisiti della legge vi e' non solo l'indicazione di dati che possono trarsi esclusivamente dagli atti processuali, ma anche l'esposizione delle ragioni che giustificano la domanda", ha proseguito.
"Tanto dimostra l'impossibilita' di strutturare un atto di costituzione di parte civile dotato dei requisiti anche minimi di ammissibilita' sulla base di una semplice notizia giornalistica relativa alla data di celebrazione dell'udienza preliminare", ha chiarito il sottosegretario. Nulla dunque e' stato deciso, ma resta ancora tempo per un'eventuale costituzione di parte civile. "Occorre poi considerare che la costituzione di parte civile puo' senz'altro avvenire per l'udienza preliminare, ma puo' essere formalizzata anche successivamente, sino alla fase introduttiva del dibattito di primo grado", ha ricordato.

E mentre Pd ed Udc, parlano di "sceneggiata" da parte dell'Idv per strumentalizzare la vicenda a fini elettorali, non si fa attendere la reazione di Antonio Di Pietro, che aveva presentato la mozione: "'Il governo ha detto no con reticenza e ignoranza tecnica sulla nostra richiesta di costituirsi parte civile nel processo sulla trattativa tra Stato e mafia. In questo modo se ne lava le mai e rinvia la decisione dicendo di non conoscere le carte processuali''.  ''La motivazione e' paradossale - ha continuato il leader Idv - Io mi chiedo se non si tratti di contiguita' con le persone delle istituzioni chiamate a rispondere nel processo. Noi abbiamo presentato una mozione a questo proposito che sara' votata mercoledi' dall'Aula. Ora il problema non riguarda piu' solo il governo ma anche la Camera''.

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy