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teresi-vittorio-web0Il procuratore aggiunto Teresi: “Vicenda inquietante e sinistra”
di Giuseppe Lo Bianco - 8 agosto 2012
L’apertura di un fascicolo preliminare da parte del pg della Cassazione contro il pm Nino Di Matteo? “È un’iniziativa senza precedenti, un unicum assoluto, una vicenda inquietante e sinistra”. Segretario della sezione distrettuale dell’Anm, procuratore aggiunto a Palermo, Vittorio Teresi non usa giri di parole per definire il provvedimento adottato dal pg della Cassazione Ciani. Ieri ha riunito la giunta distrettuale dell’Anm che ha espresso “vicinanza e solidarietà” al procuratore Messineo e al pm Di Matteo. Lo abbiamo intervistato.

Perché, dottore Teresi, è un’iniziativa “inquietante e sinistra”?
È un’iniziativa che preoccupa, perché l’intervista di Di Matteo non ha svelato alcunché di nuovo, il collega si è limitato a rispondere a domande su un precedente articolo di stampa, non ha detto nulla che non fosse già di dominio pubblico. Ha detto solo che non ci sono telefonate illegittime nel fascicolo del procedimento, intendendo dire che si stavano seguendo con scrupolo le norme di legge. Una dichiarazione banale nella sua semplicità. Se qualcuno dice che è stata fatta in dispregio delle norme sbaglia o ha letto male l’intervista.

Prima l’apertura di un fascicolo contro Antonio Ingroia, poi quello contro Roberto Scarpinato, a seguire il conflitto di attribuzione sollevato dal Quirinale, infine quest’ultima iniziativa del pg della Cassazione. Ci sono secondo lei gli elementi per leggere questi episodi in un contesto unico?
Intanto mi sento di dire che l’iniziativa del Quirinale, asetticamente presa, può essere tolta dal contesto e letta come un’iniziativa del Presidente che ritiene che determinate norme applicate alla lettera possono ledere le prerogative presidenziali. Non mi piace invece come questa cosa viene utilizzata in maniera impropria e strumentale da chi ne fa un ulteriore elemento di aggressione alla procura di Palermo. Detto ciò, è curioso che si assommino tutte queste iniziative mentre non vedo l’ombra di un’attività altrettanto forte sul fronte istituzionale per arrivare alla verità sulla stagione delle stragi. Dalla lettura di questi fatti sembra che ci si vuole fermare solo alla forma e all’apparenza, e non alla sostanza delle cose. Se così è, sarebbe estremamente preoccupante.
Siamo in un momento in cui la procura di Palermo deve sentire attorno a se il consenso e la tendenza ad arrivare fino in fondo all’accertamento della verità. Tutto questo non lo vedo, vedo solo iniziative che suscitano polemiche al di la delle intenzioni di chi le assume.

Polemiche feroci rimbalzate sui giornali. Chi ha esagerato?
La stragrande maggioranza dei giornali tende a non parlare più dei contenuti del procedimento (sulla trattativa, ndr) che è clamoroso e direi epocale. Si tende anzi a frammentare le notizie e ad indirizzarle tutte verso il dibattito tra chi è favorevole e tra chi è contrario all’azione della procura, e noto con disappunto che la maggioranza della stampa sembra contraria a queste iniziative.

Il decreto Mastella ha introdotto la gerarchizzazione verticistica delle procure. È una norma che va cambiata?
Sarebbe auspicabile cambiarla se dovesse andare a ledere il diritto di manifestazione del pensiero del singolo magistrato.

Secondo lei, oggi, il lavoro dei pm di Palermo può fare paura a qualcuno che abita i palazzi romani?
Probabilmente si, anche se non so più quali palazzi, se appartenenti alla Prima o alla Seconda Repubblica.

Tratto da: Il Fatto Quotidiano

In foto Vittorio Teresi © Giorgio Barbagallo

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