firma-protocollo-antimafia-web00Nuovi comuni in campo contro la mafia
di AMDuemila - 17 aprile 2012
Milano. Aumentano le adesioni al protocollo antimafia siglato alla prefettura di Milano il 19 ottobre 2011 alla presenza dell’allora ministro dell'Interno Roberto Maroni. L’idea del Protocollo di legalità nasce su impulso del Sindaco di Bollate Stefania Lorusso, in seguito all'operazione “Infinito”, condotta dalle Procure di Reggio Calabria e di Milano contro i vertici della ‘Ndrangheta, che ha portato all’arresto di oltre 170 persone nella sola Lombardia, confermando il radicamento della ‘Ndrangheta anche nel nord Italia e, in particolare, nell'hinterland milanese.

Il protocollo ha coinvolto inizialmente i sindaci dei comuni dell’entroterra milanese (Bollate, Arese, Baranzate, Cesate, Cinisello Balsamo, Cormano, Cornaredo, Garbagnate Milanese, Lainate, Novate Milanese, Paderno Dugnano, Pero, Peschiera Borromeo, Pogliano Milanese, Pregnana Milanese, Rho, Senago, Settimo Milanese, Solaro e Vanzago, e tra la Prefettura di Monza e Brianza e i Comuni di Bovisio Masciago, Desio, Limbiate, Muggiò, Nova Milanese e Varedo). In pochi mesi le adesioni sono aumentate e i comuni interessati sono saliti a 35 e con i quattro di ieri hanno raggiunto quota 39. Ieri infatti il Prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi ha sottoscritto con il Sindaco di Rozzano, Massimo D’Avolio, il Commissario Prefettizio del Comune di Buccinasco, Francesca Iacontini, il Sindaco di Besate Natale Casarini, ed il Sindaco di Bresso, Fortunato Zinni, il documento che intende rafforzare la collaborazione tra gli enti per prevenire e contrastare possibili fenomeni di infiltrazioni della criminalità organizzata. Il Protocollo, si legge in una nota della Prefettura, “prevede la possibilità di successive adesioni, confermando l'efficace collaborazione messa in atto tra Prefettura ed Enti Locali per la prevenzione e il contrasto ai tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nelle diverse realtà territoriali”.
Indubbiamente si tratta di un segnale forte per i cittadini. Ma non basta. Ogni cittadino è chiamato infatti a fare la propria parte oltre che contro la mafia, anche contro la corruzione per tenere alto il livello di legalità.

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