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gli ultmi giorni di paolo borsellinodi Lara Borsoi e Francesca Mondin - 24 marzo 2012
Venerdi 16 Marzo, al Cinema-Teatro Careni di Pieve di Soligo (TV) è avvenuta la presentazione del libro "Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino" di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo, edizione Aliberti alla presenza di oltre 350 persone.
L'incontro organizzato dal Comune di Pieve di Soligo, dal Comune di Follina e dall'Associazione Culturale Careni rientra nel programma intitolato "Un'Agenda per la Legalità". Un'iniziativa che mira a far conoscere il fenomeno mafioso con l'ausilio di film, testimonianze, libri, soprattutto alle giovani generazioni.

Gli ospiti saliti sul palco, oltre agli autori del libro Lorenzo Baldo (vicedirettore di Antimafiaduemila) e Giorgio Bongiovanni (direttore di Antimafiaduemila), Salvatore Borsellino fratello del Magistrato Paolo Borsellino, il Sostituto Procuratore generale di Venezia Francesco Saverio Pavone e il Presidente dell’ “Osservatorio veneto sul fenomeno mafioso" Vincenzo Guidotto moderati dalla Caporedattrice di Antimafiaduemila Anna Petrozzi.
Insegnamenti preziosi, di uomini che hanno dato tutto, anche la propria vita, per arrivare alla verità delle stragi. Perchè senza verità non esiste giustizia. Un'analisi che non lascia via di scampo. Oggi come nel 1992 si respira la stessa pesante aria. Indagini che proseguono solo grazie all'impegno di magistrati che vengono giornalmente vessati dal potere, proprio come accadde a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. E ancora uomini delle istituzioni che ieri come oggi stringono accordi con la criminalità organizzata e la dimostrazione ci viene dalle indagini su molti parlamentari accusati di concorso esterno in associazione mafiosa.
Tutto è cambiato dopo le stragi del '92 e del '93 ma in realtà è rimasto tutto come prima. Anzi, non tutto. Ed è la voce di Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mano mafiosa e da menti raffinate, che porta, quasi per mano, il pubblico nei meandri di questa squallida vicenda.
Paolo Borsellino è stato ucciso, con i ragazzi della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina perchè aveva capito ciò che stava accadendo all'oscuro di tutti, ovvero la trattativa tra stato e mafia.
Da vent'anni i magistrati tentano di fare chiarezza sulla sua tremenda fine, tra depistaggi, false testimonianze, inganni e tradimenti. Ed ora, con la collaborazione di nuovi pentiti si è arrivati alla revisione del vecchio processo. Nella speranza di capire chi veramente ha ordinato e chiesto la morte di Paolo Borsellino, chi l'ha eseguita e chi ne ha tratto vantaggio e soprattutto capire che fine ha fatto l'Agenda Rossa del magistrato.
Un puzzle dai mille pezzi a cui si mettono e si tolgono tasselli e che piano piano prende forma. Ma ciò che è straordinario nonostante la gravità dell'accaduto, è la consapevolezza che veramente oggi, le idee di Falcone e Borsellino camminano sulle gambe di molti.
Uno fra tutti Salvatore Borsellino che ha concluso l'incontro segnando il cuore dei presenti, con un  forte, disperato grido, ma carico di rabbia e anche perchè no, di passione e di amore profondo per la verità: "Lotterò finchè non sarà fatta giustizia, finchè la verità non verrà alla luce".

ANTIMAFIADuemila
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