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malmstrom-cecilia-webL'Unione Europea punta ad una nuova direttiva contro il riciclaggio
di AMDuemila - 13 marzo 2012
L'Unione Europea è pronta a colpire i capitali della criminalità organizzata. Nella giornata di ieri la Commissaria europea per gli affari interni, Cecilia Malmstrom, ha proposto nuove regole per facilitare la confisca dei proventi delle mafie e combattere il riciclaggio transfrontaliero di denaro. Le nuove norme europee, che prendono esempio su quanto si fa in Italia, faciliteranno le confische anche quando i patrimoni non sono direttamente legati ad uno specifico reato o sono stati ceduti a prestanome. Inoltre sarà possibile il 'congelamento precauzionale' di beni.

“Dobbiamo colpire i criminali dove fa più male e quindi inseguire il loro denaro - ha detto Malmstrom -. Riportare i loro proventi illeciti a favore dell'economia legale è particolarmente importante in tempo di crisi. Le autorità giudiziarie e di polizia devono avere strumenti migliori per seguire la pista del denaro. Hanno anche bisogno di mezzi maggiori con cui recuperare porzioni più significative dei patrimoni criminali”.
Di fatto la Ue prende atto di quanto magistrati e Ong antimafia italiani denunciano da anni: le mafie hanno imparato ad usare il puzzle di norme nazionali per far sparire e riciclare oltre frontiera i loro ricavi miliardari. Secondo le Nazioni Unite, l'ammontare dei profitti criminali nel mondo è stato di circa 2.100 miliardi di dollari nel 2009, pari al 3,6% del Pil globale. In Italia una stima indicata dalla Commissione europea parla di 150 miliardi di euro per il 2011. I 'costi della corruzione' sono stati invece quantificati dalla Corte dei Conti in 60 miliardi di euro all'anno. Modeste le somme confiscate, soprattutto negli altri Paesi europei. Appena 125 milioni di sterline nel 2006 nel Regno Unito. E nel 2009: 185 mln di euro in Francia, 50 mln di euro in Olanda e 281 milioni in Germania, a dimostrazione che tanto c'è ancora da fare in tutti gli Stati, Italia compresa.
Rosario Crocetta, eurodeputato Pd ed ex sindaco di Gela che da anni vive sotto scorta per ripetute minacce mafiose, ha quindi commentato le proposte legislative: “È un passo nella direzione giusta, ma l'Europa deve imporre l'utilizzo sociale dei beni sequestrati così come si fa in Italia. Quando le proposte arriveranno in Parlamento presenterò emendamenti in questo sesnso”. Per Malmstrom sono i singoli stati membri a dover decidere quale destinazione ed utilizzo deve essere fatto dei patrimoni confiscati. Crocetta invece insiste: “I beni devono tornare ai cittadini ed essere fonte di sviluppo e di lavoro. Si deve impedire che i beni tornino nelle mani della mafia che, come sappiamo bene, ha capacità coercitive e può facilmente turbare le aste e reimpossessarsi di quei beni grazie ai prestanome”. “L'Europa - ha argomentato Crocetta - deve fidarsi di più dell'Italia, perchè non abbiamo solo la mafia ma anche un modello di lotta alla mafia coerente e meglio organizzato che in qualsiasi altro paese d'Europa”.

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