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lombardo-raffaele-bigdi AMDuemila - 1° marzo 2012
Aggiornata al 12 marzo l'udienza camerale sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura della Repubblica di Catania nei confronti del presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo e di suo fratello Angelo, parlamentare nazionale del Mpa, indagati per concorso esterno in associazione mafiosa. Vuole vederci chiaro il gip Luigi Barone, che questa mattina ha chiesto alla Procura e ai difensori di chiarire alcuni punti contenuti nella stessa richiesta. In particolare alcuni aspetti riguardanti la caratterizzazione di presunti rapporti, nel periodo elettorale, tra l'onorevole Raffaele Lombardo ed esponenti delle cosche mafiose.

Il confronto tra i legali dei fratelli Lombardo e i pm Michelangelo Patanè e Carmelo Zuccaro è durato poco meno di un’ora e alla prossima udienza la difesa potrebbe presentare una nuova memoria difensiva.
Nel frattempo il Procuratore capo di Catania Giovanni Salvi ha dichiarato che è già “molto rilevante il dato di fatto in sé: gli accertamenti che sono stati fatti hanno consentito di provare il punto di fatto, almeno secondo la prospettazione della Procura, che vi è stato questo accordo. La qualificazione è un fatto al limite, piuttosto complesso e speriamo che la decisione finale sia quella giusta”.
“Ci è stato chiesto - ha proseguito Salvi - di approfondire la parte concernente la qualificazione di carattere mafioso dei contatti, che abbiamo accertato, che vi sono stati nel periodo elettorale tra l'onorevole Raffaele Lombardo ed esponenti della cosca mafiosa”. “Noi abbiamo preso una posizione, aspettiamo con serenità la decisione del giudice e faremo tutto quello che è necessario per accertare fino in fondo questi fatti. Certamente - ha aggiunto - rimane la richiesta di archiviazione. Il processo non ha mai un momento finale perché possono anche intervenire elementi nuovi, possono esserci diverse valutazioni, le contestazioni possono essere anche modificate in corso di udienza. Non c'era una 'deadline' per questa Procura”. “Ho totale fiducia in quello che è stato fatto e attendo con serenità la decisione del giudice”. Che “è una decisione difficile perché, al di là delle polemiche, è difficile, anche sulla base delle sentenze delle sezioni unite, della famosa sentenza Mannino, trovare il discrimine della qualificazione di questi fatti”.
La posizione di Raffaele e Angelo Lombardo era stata stralciata dall'inchiesta Iblis, nata da indagini di carabinieri del Ros su presunti rapporti tra mafia, affari e politica. E l’accusa iniziale di concorso esterno in associazione mafiosa, per la quale è appunto pendente davanti al Gip la richiesta di archiviazione, era stata derubricata in reato elettorale. Imputazione con la quale i fratelli Lombardo sono ora sotto processo a Catania, davanti alla quarta sezione del giudice monocratico.

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