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mercegaglia-cancellieri-webdi AMDuemila - 27 febbraio 2012
Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri e il Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia hanno firmato oggi, presso la Prefettura di Caltanissetta, un protocollo di legalità inserito nel “Progetto Caltanissetta e Caserta sicure e moderne”. Si tratta di un nuovo strumento, che fa parte del Pon Sicurezza per lo sviluppo 'Obiettivo convergenza 2007-2013' che prevede la realizzazione di uno sportello per l'assistenza legale alle imprese sia a Caltanissetta che a Caserta.

Tra le altre cose sono previste delle attività nel territorio tra cui la vicinanza agli imprenditori che decidono di denunciare il pizzo. Il ministro degli Interni, Anna Maria Cancellieri, ha definito gli imprenditori Ivan Lo Bello e Antonello Montante come “apostoli che ne deserto hanno alzato la voce contro il racket delle estorsioni” ed “è un miracolo che oggi siamo arrivati a questo punto”. Ma per il ministro ora “senza la gente non si va da nessuna parte, lo Stato sicuramente ce la metterà tutta ma occorre la reazione della gente, altrimenti non arriveremo al risultato finale”. “Sono convinta - ha aggiunto - che la gente ha capito e ha voglia di cambiare”. Il ministro ha ricordato quando circa dieci anni fa arrivò in Sicilia, come prefetto di Catania. “C'era Rosario Crocetta (allora sindaco a Gela, oggi eurodeputato Pd) che faceva tutto da solo, poi - ha affermato - arrivano Antonello Montante e Ivan Lo Bello, erano molto soli e non tutti erano convinti di quello che stavano portando avanti. Non c'era molta condivisione, ma loro hanno continuato prendendosi anche rischi terribili, trovando a loro fianco a Caltanissetta una grande magistratura che li ha sostenuti”. Inoltre la Cancellieri ha ribadito che la proposta di assegnare un rating alle imprese, fatta dal rappresentante per la legalità, di Confindustria Antonello Montante, sarà contenuto in un provvedimento di legge. «Siamo già al lavoro - ha aggiunto il ministro - il progetto è in stato avanzato.
Per il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia “è un primo punto di arrivo di un processo molto importante che è stato avviato dieci anni fa. Era necessario che gli imprenditori dicessero un no secco a ogni forma di collusione con la criminalità organizzata, senza se e senza ma. Un percorso importante, partito dalla Sicilia con il codice etico che ho totalmente condiviso fin dall'inizio. Dal 2008 mi sono posta come mission anche la lotta alla criminalità organizzata. In questi anni alcune cose importanti sono state fatte. Io a maggio termino il mio mandato ma sono certa che l'impegno di Confindustria su questo versante continuerà. La lotta a Cosa nostra è un dovere etico ma anche importante dal punto di vista economico perché un'economia infestata dalle collusioni non può stare in piedi. Alle imprese conviene rispettare le regole e oggi siamo qui per confermare il nostro impegno che continuerà anche dopo questa presidenza”.
Il progetto su sicurezza e legalità è stato quindi accolto con favore dai vertici della magistratura nissena presenti alla firma del protocollo. Per il procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari, “dopo il tempo della demolizione da parte della magistratura nella lotta alla criminalità organizzata e al malaffare adesso è venuto il momento di costruire”. D'accordo con la svolta etica inaugurata in Sicilia dal leader regionale di Confindustria, Ivan Lo Bello, e dal delegato nazionale per la legalità, Antonello Montante, anche il procuratore generale Roberto Scarpinato. “Per la prima volta all'interno del mondo imprenditoriale si è creata una linea di frattura con quei vertici che in passato erano stati egemoni e contigui al mondo mafioso. E non è un caso che gli imprenditori che hanno determinato questa frattura non operino nel settore degli appalti pubblici”. Il procuratore generale ha tuttavia invitato a “tenere alta la guardia. Per questo la visita del ministro dell'Interno a Caltanissetta è un segnale importante, perchè significa che questi imprenditori non sono soli”.

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