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sala-pisapia-formigoni-webdi Aaron Pettinari - 14 febbraio 2012
E' stato firmato ieri in Prefettura a Milano il protocollo di legalità per Expo 2015. Uno strumento indispensabile per bloccare sul nascere le infiltrazioni mafiose sui ricchi appalti. Un rischio alto questo da tempo denunciato dalla Direzione nazionale antimafia alle forze dell'ordine alla magistratura milanese.

Addirittura nell'ultima relazione la Direzione nazionale antimafia è stata chiara: “La Lombardia per la sua densità demografica, la sua importanza economico-finanziaria, le sue potenzialità di sviluppo, la sua prossimità al confine elvetico si connota come regione di vitale importanza nel panorama nazionale, polo d’attrazione per gli illeciti interessi della criminalità di ogni tipo”.
“In Lombardia – prosegue il documento - la ‘Ndrangheta si è diffusa non attraverso un modello di imitazione, nel quale gruppi delinquenziali autoctoni riproducono modelli di azione dei gruppi mafiosi, ma attraverso un vero e proprio fenomeno di 'colonizzazione', cioè di espansione su di un nuovo territorio, organizzandone il controllo e gestendone i traffici illeciti, conducendo alla formazione di uno stabile insediamento mafioso in Lombardia. Qui la ‘Ndrangheta ha “messo radici”, divenendo col tempo un’associazione dotata di un certo grado di indipendenza dalla 'casa madre', con la quale però comunque continua ad intrattenere rapporti molto stretti e dalla quale dipende per le più rilevanti scelte strategiche”.
Ed è per qusto che la firma avvenuta ieri diventa ancora più importante, accompagnato dalla recente costituzione del Comitato antimafia all'interno del Comune (che ha il compito di monitorare proprio i lavori dell'Expo).
Il documento siglato amplia i poteri di controllo propri della Prefettura che diventa unica responsabile del rilascio della certificazione antimafia a tutte le ditte, appaltatrici e sub-appaltatrici, che lavoreranno per l'Esposizione mondiale, a prescindere da dove hanno sede legale.
Inoltre, i controlli antimafia potranno essere svolti per ogni singolo appalto, senza nessuna limitazione di soglia. Tutte le imprese che si aggiudicheranno un appalto per l'Expo avranno, infine, l'obbligo di denunciare eventuali richieste estorsive.
“Sono molto felice che questo protocollo parta da Milano – ha sottolineato il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri – perché da qui sono partite le grandi rivoluzioni che hanno cambiato il Paese”. Il protocollo prevede alcuni interventi normativi, tra cui un tetto massimo fissato al 30% per l’assegnazione delle quote in subappalto e una responsabilizzazione a cascata delle aziende coinvolte, “pena l’esclusione dalle gare d’appalto” – ha dichiara Giuseppe Sala, Direttore Generale di Expo 2015. E’ stata inoltre realizzata una piattaforma informatica per lo scambio di dati delle aziende coinvolte, per agevolare le procedure burocratiche da una lato e poterne controllare le attività dall’altro. L'ultimo punto fondamentale del Protocollo riguarda, infine, la verifica anche sui flussi di manodopera, al fine di scongiurare la diffusione di rapporti lavorativi in nero o sottopagati.

In foto da sinistra: Giuseppe Sala, Giuliano Pisapia e Roberto Formigoni

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