La maggioranza di centrodestra ha deciso di posticipare il voto d’aula alla Camera sull’autorizzazione a procedere con l’estensione dell’immunità parlamentare nei confronti di Giusy Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio. La discussione, come riporta il ‘Fatto Quotidiano’, e la votazione non avverranno prima del referendum consultivo del 22-23 marzo sul conflitto di attribuzione sollevato dalla Camera stessa contro la procura di Roma, in merito alla vicenda legata all’ex agente libico Almasri. La procura di Roma ha chiuso da pochi giorni le indagini su Giusy Bartolozzi, accusata di false dichiarazioni rese ai magistrati. La richiesta di estendere lo “scudo” parlamentare alla funzionaria nasce dalla tesi della difesa e della maggioranza secondo cui il reato ipotizzato sarebbe strettamente connesso a quello già contestato (e successivamente “scudato” dal Parlamento) al ministro Nordio, al ministro dell’Interno Piantedosi e al sottosegretario Mantovano per la stessa vicenda Almasri. Quest’ultimo, definito “il torturatore libico”, era stato arrestato in Italia e poi rimpatriato con un volo di Stato, circostanza che aveva originato un’indagine – poi archiviata – anche nei confronti della premier Giorgia Meloni. La giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio si era già espressa a favore della richiesta di estensione dell’immunità. A inizio febbraio l’ufficio di presidenza della Camera aveva esaminato la relazione presentata dal vicepresidente Giorgio Mulè e la stessa Camera aveva formalmente sollevato il conflitto di attribuzione nei confronti dei pm della procura capitolina.
Tuttavia, i tempi del voto in aula sono slittati. La seduta dell’ufficio di presidenza prevista per mercoledì è stata interamente assorbita dall’audizione dei 36 deputati coinvolti nell’occupazione della sala stampa della Camera a gennaio, finalizzata a impedire una conferenza stampa di CasaPound. Di conseguenza, la decisione sul caso Bartolozzi – così come quella sulle eventuali sospensioni dei deputati occupanti – è stata rinviata a dopo il referendum.
La scelta della maggioranza appare motivata da ragioni di opportunità politica: estendere l’immunità a un alto funzionario del ministero della Giustizia proprio alla vigilia del referendum sulla giustizia rischierebbe di alimentare polemiche e di rafforzare le accuse di opacità mosse dalle opposizioni.
Fonte: il Fatto Quotidiano
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