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Cinque cittadini cinesi sono finiti in manette la notte tra il 2 e il 3 marzo nel centro di Prato, accusati di detenzione di arma clandestina, possesso di ordigno esplosivo e porto di oggetti atti a offendere. 
L’intervento si colloca nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura di Prato e conferma l’impegno costante delle forze di polizia nel contrasto ai fenomeni di illegalità sul territorio, come indicato in una nota del procuratore Luca Tescaroli
Secondo quanto comunicato dalla Procura, poco prima delle 23.45 in via Filippo Filzi è stato intercettato e bloccato un’autovettura Fiat Punto sulla quale viaggiavano cinque cittadini cinesi, tutti di età compresa tra i 35 e i 48 anni, giunti in Italia da pochi giorni.
Durante il controllo uno dei passeggeri ha lanciato dal finestrino un oggetto che è risultato essere un ordigno esplosivo artigianale, del tipo “bomba carta”, lungo circa 10 centimetri e provvisto di miccia. La perquisizione del veicolo ha consentito di rinvenire altre armi: una pistola CZ 75 calibro 9x19 senza matricola, un manganello estensibile in metallo lungo 63 centimetri e un bastone di legno di 75 centimetri. Un perito specializzato ha accertato la clandestinità delle armi da fuoco e la pericolosità effettiva dell’ordigno esplosivo. La Procura ha chiesto e ottenuto dal gip di Prato la convalida del fermo e l’applicazione della custodia cautelare in carcere, misura disposta per tutti e cinque gli indagati. Le indagini continuano al fine di accertare l’eventuale obiettivo del gruppo. L’operazione ha visto la partecipazione della Polizia Locale di Prato, il cui apporto è risultato decisivo nello svolgimento dell’attività investigativa. 

Foto © Imagoeconomica 

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