Oggi ha avuto ufficialmente inizio il mandato di Antonio Balsamo quale presidente della Corte d’appello di Palermo. La cerimonia di insediamento, caratterizzata da una larga partecipazione, si è tenuta nell’atrio del palazzo di giustizia del capoluogo siciliano.
All’evento erano presenti i principali rappresentanti degli uffici giudiziari del distretto, tra cui il procuratore della Repubblica Maurizio de Lucia, la procuratrice generale Lia Sava, oltre a numerose autorità civili e militari.
Antonio Balsamo, 62 anni, ha intrapreso la carriera in magistratura nel 1991 con il ruolo di pretore. Successivamente ha prestato servizio come giudice al Tribunale di Palermo, partecipando al collegio giudicante nel celebre processo nei confronti del senatore Giulio Andreotti. Per un lungo periodo ha ricoperto la carica di presidente di Corte d’assise a Caltanissetta, guidando i dibattimenti relativi al depistaggio nelle indagini sulla strage di Via d’Amelio – da lui qualificato in sentenza come “il più grave depistaggio della storia italiana” – e sull’attentato che costò la vita a Giovanni Falcone.
In precedenza è stato presidente del Tribunale di Palermo e, in seguito, sostituto procuratore generale presso la Corte di cassazione. Ha inoltre maturato significative esperienze internazionali, tra cui l’incarico presso l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (Unodc) a Vienna. “Cercherò di portare avanti il coraggio e le idee di chi è morto nella strage del ’92, anno in cui misi per la prima volta la toga qui al tribunale di Palermo. Sono onorato di prendere servizio qui. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono ancora oggi punti di riferimento quando si parla di Italia all’estero” ha detto. A introdurre e salutare il nuovo presidente è stato l’ex presidente della Corte d’appello di Palermo, Matteo Frasca, che ha ripercorso le tappe salienti della carriera di Balsamo. Dopo circa quindici anni trascorsi tra pretura e tribunale a Palermo, operando in entrambi i settori civile e penale, Balsamo è stato assegnato al massimario della giurisprudenza, con particolare attenzione all’ambito penale – considerato il suo campo privilegiato – e a quello disciplinare.
Al termine di quell’esperienza, durata meno di quattro anni e utile ad arricchire ulteriormente la sua già solida preparazione giuridica, è stato nominato presidente di sezione al Tribunale di Caltanissetta. Lì ha presieduto la Corte d’assise in numerosi procedimenti, molti dei quali riguardanti le stragi di matrice mafiosa. 
Tali processi, in continuità con l’attività svolta in precedenza a Palermo, gli hanno consentito di acquisire una conoscenza approfondita e rara del fenomeno mafioso, sempre nel rispetto rigoroso dei limiti imposti dalle prove emerse in dibattimento. Matteo Frasca ha ricordato di aver presentato un libro di Balsamo intitolato Mafia: fare memoria per combatterla, opera di 167 pagine che sintetizza con chiarezza un impegno civile profondo. Il volume analizza il fenomeno mafioso attraverso una lettura organica di vicende storiche e processuali, valorizzando il contributo di figure chiave del passato. Particolarmente apprezzate le sezioni dedicate al diritto alla verità – inteso non solo come diritto delle vittime ma dell’intera collettività, con una prospettiva internazionale – e alla necessità di un’azione non limitata al piano giudiziario, ma estesa a un impegno corale e collettivo, in linea con le intuizioni pionieristiche di Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. L’approccio transfrontaliero al diritto, coerente con la dimensione globale della criminalità organizzata, si è rafforzato grazie ai quattro anni trascorsi da Balsamo come consigliere giuridico nella rappresentanza permanente italiana presso le organizzazioni internazionali a Vienna.
Successivamente ha svolto funzioni presso la Procura generale e ha presieduto il Tribunale di Palermo. La varietà delle esperienze dimostra una straordinaria versatilità e una costante volontà di misurarsi con ambiti nuovi, vissuti come opportunità di crescita professionale e personale. Frasca ha sottolineato inoltre le qualità umane di Balsamo – modestia, cordialità, capacità di dialogo, totale assenza di arroganza – che, unite a un’autorità culturale solida, hanno generato stima e affetto diffusi, testimoniati dalla numerosa e qualificata presenza in aula. Rivolgendosi direttamente al nuovo presidente, l’ex presidente ha evidenziato le peculiarità della Corte d’appello, ufficio complesso che richiede competenze organizzative aggiuntive (ha citato a titolo di esempio il Consiglio giudiziario e la Conferenza permanente dell’edilizia giudiziaria). Ha insistito sull’importanza di uno sguardo ampio al distretto, promuovendo scambi di esperienze e buone pratiche tra i vari uffici, nel rispetto della loro autonomia. Ha infine ricordato che giurisdizione e organizzazione devono procedere in modo integrato e osmotico per garantire un’efficienza reale. Concludendo, Matteo Frasca ha simbolicamente consegnato a Antonio Balsamo il cappio utilizzato 42 anni prima in occasione del proprio insediamento, affidandogli la Corte d’appello di Palermo con l’auspicio che diventi un’eccellenza della giustizia italiana.
Foto © ACFB
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