Una simulazione elaborata da YouTrend per Sky Tg24 evidenzia come la proposta di legge elettorale avanzata dalla coalizione di governo potrebbe trasformare radicalmente gli equilibri parlamentari rispetto al sistema oggi in vigore. Partendo dalla Supermedia bisettimanale dei sondaggi più recenti, il centrodestra (esclusa la formazione Futuro Nazionale di Vannacci) si attesta al 46,1%, mentre il campo progressista (senza Azione) raggiunge il 44,4%. Applicando le regole ipotizzate nella nuova norma – un sistema proporzionale puro su base nazionale, privo di collegi uninominali e di preferenze, con un premio di maggioranza fisso di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato assegnato alla coalizione prima classificata che superi il 40% nazionale – il centrodestra balzerebbe a circa 228 seggi su 400 a Montecitorio e 113 su 200 a Palazzo Madama, corrispondenti a circa il 57% dei posti totali. Il centrosinistra, invece, si fermerebbe a 147 deputati e 76 senatori, pari a circa il 36% del Parlamento. Questo scenario garantirebbe all’attuale maggioranza di Giorgia Meloni una solida maggioranza assoluta in entrambi i rami, consentendo di governare con ampia autonomia. Il premio scatta infatti semplicemente superando il 40% e risultando la lista più votata, anche con un margine minimo.
Il quadro si ribalta completamente se si applica l’attuale Rosatellum, che combina quota proporzionale e collegi uninominali (dove vince il candidato con più voti nel singolo territorio). In base agli stessi sondaggi, alla Camera il centrosinistra otterrebbe 192 seggi contro i 186 del centrodestra; al Senato la destra sarebbe avanti di un solo seggio (96 a 95). In entrambi i casi mancherebbe la maggioranza assoluta (necessaria 201 deputati e 101 senatori), aprendo a una situazione di stallo o di necessarie intese trasversali. I collegi uninominali, introdotti dal Rosatellum e decisivi nel 2022 quando il centrosinistra si presentò diviso, oggi – con un campo progressista compatto – invertirebbero l’esito rispetto alle elezioni passate, impedendo al centrodestra di replicare l’attuale predominio. La proposta in discussione elimina completamente le preferenze e i collegi uninominali, affidando l’ordine dei candidati esclusivamente alle decisioni dei partiti: un meccanismo che, secondo gli analisti, riporterebbe in auge un Parlamento di “nominati”. Ulteriore elemento di dibattito è l’entità del premio, che può tradursi in un incremento fino a oltre il 15% dei seggi e spingere la coalizione vincente verso il 60% degli eletti.
Foto © Imagoeconomica
ARTICOLI CORRELATI
Gustavo Zagrebelsky: ''Col premierato il Parlamento diventa la 'coda' del Governo''
Riforma del Premierato, Scarpinato: ''Omicidio preterintenzionale della Costituzione''
Scarpinato: ''Costituzione linea Maginot di una nuova Resistenza''
Premierato, Zagrebelsky: ''Paese si spaccherà in due. Chi vincerà prenderà tutto''
Riforma del premierato, Zagrebelsky: ''È rovesciamento dalla democrazia''
Riforma del premierato: il disastro annunciato al di là delle ideologie e dei proclami
