Questa mattina è morto, all'età di 94 anni, Serafino Petta, a tutti gli effetti considerato come il custode della memoria della strage di Portella della Ginestra e uno degli ultimi sopravvissuti alla strage del primo maggio 1947.
Era presidente onorario dell'associazione Portella della Ginestra.
Petta aveva 16 anni quando la banda di Salvatore Giuliano sparò sulla folla di contadini provocando la morte di dodici persone inermi, tra i quali alcuni ragazzini. Quel giorno rimase miracolosamente illeso, mentre il suo amico Serafino Lascari, che gli era accanto, fu colpito a morte. Fino a due anni fa, quando le condizioni di salute glielo consentivano, è stato sempre presente alla manifestazione del maggio organizzata dalla Cgil sul luogo della strage, rendendo la sua testimonianza e scandendo i nomi delle vittime. Con Ignazio Plescia, Mario Nicosia, Rosolino Marino, Giuseppe Italiano, Antonino Cannella ed altri fu protagonista, nel 2003, del primo documentario sulla memoria della strage.
"Non smetterò mai di chiedere verità e giustizia su questa strage - diceva fino a qualche tempo fa - Quel giorno eravamo in quattro della mia famiglia, mio padre, mio fratello e mia sorella, di 7 anni. Io avevo 16 anni. Quando spararono, mi nascosi in una buca. Mia sorella era sul mulo con mio cugino, che la prese subito in braccio e il mulo scappò via. Io sono rimasto in quella buca fino alla fine della sparatoria". 
Anche di fronte ai presidenti della Repubblica Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella non lesinava critiche e con forza tornava a chiedere che venissero svelati tutti i misteri e lo faceva a nome di tutte le vittime della strage.
Petta, pur giovanissimo, partecipò alle lotte contadine che precedettero e seguirono la strage, fino alla riforma agraria. Dirigente locale della Cgil e del partito comunista, fu a lungo consigliere comunale di Piana degli Albanesi I funerali si terranno domenica primo febbraio a Piana degli Albanesi nella cattedrale di San Demetrio. ll segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, dice: "Ricordo con grande affetto Serafino Petta.
Con lui fin dal mio insediamento ho condiviso ogni anno il primo maggio a Portella della Ginestra. Una tappa obbligata per me ricordare l'eccidio del 1947, partecipando alla marcia da Piana degli Albanesi fino all'obelisco. Dove puntualmente trovavo Serafino, la sua memoria lucida, i ricordi lividi e ancora vivi di quel giorno nefasto da cui scampò per fortuna e di cui ricordava ogni istante. Quest'anno torneremo a Portella della Ginestra anche in sua memoria".
Foto © Davide de Bari
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