Il giornalista parla degli attacchi politici, della piattaforma pro-referendum e del nuovo libro “Navigare senza paure”
Dal caso San Giuliano alle spese del Garante della Privacy, fino al software spia nei pc dei magistrati e altro ancora. L’intervista al conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, andata in onda ieri su La7 durante la trasmissione diMartedì, ha toccato diverse temi che la trasmissione d’inchiesta più seguita dagli italiani ha portato all’attenzione del grande pubblico.
Dopo che la trasmissione di Rai 3 ha documentato le cosiddette “spese pazze” del Garante per la protezione dei dati personali, portando alla luce rimborsi per viaggi in alberghi costosi, pasti esorbitanti, “acquisti di carne in macelleria per 6.600 euro” e persino sedute dal parrucchiere, oltre all’uso dell’auto di servizio per fini non istituzionali, è partita un’indagine da parte della Procura di Roma. Una circostanza che - come ha sottolineato il conduttore di Report - ha portato i membri del Collegio del Garante a essere indagati per peculato e corruzione. “Avevamo scoperto che godevano di benefit nonostante ci fosse un regolamento che imponeva dei tetti dal 2021 - ha spiegato Ranucci - ma hanno fatto finta di non vederlo”. La conseguenza diretta è stata quella di arrivare a “una spesa di 450 mila euro”. Per questo motivo, “la magistratura ha accusato i quattro componenti del Collegio di peculato e di corruzione, con delle anomalie che noi abbiamo raccontato”.
Al di là dello spreco di denaro pubblico legato alle indagini del Garante contro Report - condotte “fuori tempo massimo” - resta un nodo sostanziale. Le verifiche del Garante nei confronti della trasmissione di Rai 3 sono infatti partite quando i termini erano già scaduti, rendendo di fatto le iniziative giuridicamente illegittime. Una circostanza che, oltre a sollevare il tema dello spreco di risorse pubbliche, lascia emergere un ulteriore interrogativo: che quelle indagini possano essere state avviate come possibile azione difensiva, in risposta alle inchieste giornalistiche di Report.
La questione del software “spia” nei pc dei magistrati
Recentemente Report ha rivelato l’esistenza di un software legale installato sui pc dei magistrati che, sebbene utile per la manutenzione, consente agli amministratori del programma di accedere ai dati e di operare la videosorveglianza anche senza l’autorizzazione del magistrato. Una funzionalità che mette a rischio la segretezza delle indagini, oltre all’indipendenza della magistratura.
“Il tema è che gli amministratori, che non sono pochi, possono entrare in questo pc in teoria chiedendo l’autorizzazione del magistrato, ma possono - e noi l’abbiamo dimostrato - entrare senza l’autorizzazione del magistrato e possono operare anche la videosorveglianza. Quindi - ha precisato Ranucci - non solo è a rischio la segretezza delle indagini, ma anche la privacy del magistrato”. E aggiunge: “Il governo, il ministro Nordio, già nel 2024, attraverso una circolare, ha detto che era stato costituito un gruppo di lavoro e che l’intrusione avveniva solo con il consenso. Noi - ha proseguito - abbiamo dimostrato che non è così”.
Ora, “il problema è che alla domanda: quanti tecnici hanno accesso? Quante volte hanno fatto accesso? Avete registrato i loro accessi?, è stato opposto il segreto. L’ha chiesto anche l’Associazione Nazionale Magistrati, ma non hanno ancora risposto”.
Gli attacchi politici contro Report e il nuovo libro “Navigare senza paure”
Non è una novità: Report è spesso oggetto di attacchi, soprattutto da parte di esponenti politici, in particolare di area di destra, che accusano la trasmissione di disinformazione e di voler orientare l’opinione pubblica, anche in vista del referendum. Come se non bastasse, è stata scoperta anche l’esistenza di una piattaforma pro-referendum, finanziata anche con soldi pubblici, il cui scopo principale appare particolarmente singolare.
“C’è un’affiduciaria - ha spiegato Ranucci - che nasconde i finanziamenti a una piattaforma che riceve anche soldi pubblici e che in questo momento ha come scopo principale quello di attaccare il conduttore di Report: una cosa abbastanza anomala”.
Di questo argomento Report se ne occuperà con ulteriori indagini e approfondimenti. La questione, tuttavia, è già stata affrontata nell’ultimo libro “Navigare senza paure”, scritto da Sigfrido Ranucci insieme a suo figlio Giordano. Il libro si presenta come un “tutorial” per un uso consapevole della tecnologia e insegna a riconoscere le fake news, spiegando come la disinformazione possa circolare e per quali motivi. “La tecnologia non la dobbiamo subire, la dobbiamo governare”, ha precisato Ranucci parlando del libro. “È indirizzato a insegnanti, genitori e studenti, perché vuole far capire come fare lo ‘slam’ nelle fake news”.
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