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Nel corso dell’udienza tenutasi ieri davanti alla Corte d’Assise di Brescia, Paolo Marchetti – antropologo di 73 anni ed ex esponente di Ordine Nuovo – è comparso in videoconferenza dal tribunale di Viterbo per rispondere alle accuse mosse nei suoi confronti da Giampaolo Stimamiglio, ex collaboratore di giustizia e suo ex cognato. Stimamiglio ha indicato Marchetti come uno dei presunti esecutori materiali dell’attentato del 28 maggio 1974 in Piazza della Loggia, strage che provocò otto morti e oltre cento feriti. Marchetti ha respinto con forza ogni addebito, definendo le dichiarazioni dell’accusatore “fantasmagoriche” e frutto di una “fervida immaginazione”. “In piazza Loggia non ci ho mai messo piede”, ha detto, aggiungendo di essere stato a Brescia una sola volta, alla fine degli anni ’70, per assistere a una partita di calcio Hellas-Milan, ma esclusivamente allo stadio, insieme al pullman dei tifosi. Prima dell’udienza Marchetti aveva depositato una memoria difensiva nella quale contestava radicalmente l’attendibilità di Stimamiglio. Nel testo si legge che le accuse si baserebbero su “presunte confessioni da parte di persone defunte che non possono smentire”, una prassi che l’ex ordinovista descrive come “consolidata strategia operativa” del suo accusatore. Marchetti ha inoltre affermato di possedere “una serie di precisi dettagli” in grado di dimostrare l’impossibilità materiale che Marco Toffaloni – già condannato a 30 anni in primo grado dal tribunale dei minori di Brescia in quanto minorenne all’epoca dei fatti – si trovasse a Brescia la mattina del 28 maggio 1974.

Nel corso dell’esame il teste ha ricostruito la propria posizione fornendo un alibi per sé e per Toffaloni. “Si è ricordata mia moglie dove eravamo io e Toffaloni nel momento in cui abbiamo ricevuto la notizia che c’era stato l’attentato a Brescia”: il 26, 27 e 28 maggio lui, la moglie, Toffaloni e Sterbeni si trovavano in una villa sulle colline veronesi per incontrare il primo monaco filippino giunto in Italia appartenente ad Ananda Marga, il gruppo esoterico di cui erano seguaci. Inoltre, secondo il teste, Toffaloni la mattina del 28 era a scuola e solo nel pomeriggio, intorno alle 13, sarebbe stato prelevato in auto da Rita per essere portato all’incontro. Quando la pm Caty Bressanelli ha fatto presente che i registri scolastici attestano la presenza di Marchetti a scuola il 27 maggio, il testimone ha replicato: “Ah sì? Boh, allora forse sarò andato di pomeriggio dal monaco”. Marchetti ha negato categoricamente di aver mai avuto rapporti con Claudio Bizzarri (deceduto nel 2019), Roberto Besutti o altri vertici di Ordine Nuovo, così come di essere a conoscenza delle presunte frequentazioni del suo liceo da parte di Wolfgang Abel e Marco Furlan, noti per il gruppo Ludwig. Quanto a Roberto Zorzi – l’imputato principale nel processo in corso per concorso in strage – ha dichiarato: “Mai frequentato. Era di destra solo emotivamente, non avevamo argomenti di conversazione. Io sono uno studioso”. Ha altresì escluso di essere stato informato di qualsiasi deriva violenta di Ordine Nuovo, liquidando tali ricostruzioni come “illazioni”.

Foto © Imagoeconomica 

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