Nel corso del 2025 si è registrato un incremento significativo delle attività ispettive condotte dal ministero della Giustizia nei confronti delle procure della Repubblica e dei tribunali, con un aumento del 4,9% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dalla relazione sull’amministrazione della giustizia, riportata dal Fatto Quotidiano, un documento di 818 pagine trasmesso alle Camere dal ministro Carlo Nordio.
Nel mirino ci sono i megistrati che parlano "troppo" con la stampo o che usano "eccessivamente" le intercettazioni.
Come vengano decisi i parametri non è dato sapere.
Il rapporto dedica un’apposita sezione all’operato dell’Ispettorato generale, l’organismo ministeriale incaricato di accertare il rispetto delle norme e il corretto funzionamento degli uffici giudiziari. Tra le priorità indicate nelle direttive ministeriali – impartite direttamente dal Guardasigilli e confermate con continuità dal 2023 fino al 2026 – figurano in primo piano due ambiti: il monitoraggio dei rapporti tra magistrati e organi di informazione, nonché la gestione delle intercettazioni con particolare attenzione alla loro eventuale pubblicazione sui media.
A pagina 122 del documento si specifica che le istruzioni per le ispezioni riguardano, tra l’altro, l’osservanza del principio di presunzione di innocenza – in applicazione della norma introdotta dalla riforma Cartabia del 2021 su proposta di Enrico Costa – e la necessità di contemperare le captazioni di comunicazioni tra soggetti con la tutela del dato personale sensibile, il diritto di difesa e il principio del giusto processo.
Dal punto di vista quantitativo, nel 2025 sono stati sottoposti a verifica 255 uffici giudiziari distribuiti su 76 sedi, contro le 243 del 2024 (che a loro volta avevano segnato un +11% rispetto alle 219 del 2023). Si tratta del valore più elevato registrato negli ultimi cinque anni, superando anche le 241 ispezioni del 2022. Quanto alla distribuzione territoriale delle 76 sedi ispezionate nel 2025, il 36,8% si trova al Nord (28 sedi), il 23,7% al Centro (18) e il 39,5% al Sud (30). Nel 2024, su 69 sedi controllate, la quota settentrionale era più consistente (47%, pari a 33 sedi), mentre Centro e Sud pesavano rispettivamente per il 12% (8) e il 41% (28).
Parallelamente all’aumento dei controlli è cresciuto anche il numero delle proposte di apertura di procedimenti disciplinari nei confronti di magistrati: 28 nel 2025 (contro le 24 dell’anno precedente). Di queste, 19 derivano da segnalazioni preliminari, ispezioni mirate o indagini, mentre le restanti 9 provengono da esposti, informative anonime, articoli giornalistici, atti parlamentari o comunicazioni dei capi degli uffici.
Diverso l’andamento delle azioni disciplinari effettivamente avviate dal ministro: nel 2025 Nordio ne ha promosse 30, in calo rispetto alle 36 deliberate nel 2024.
Fonte: il Fatto Quotidiano
Foto © Imagoeconomica
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