Il giurista Luigi Ferrajoli, uno dei maggiori filosofi del diritto contemporaneo, ha definito in un’intervista esclusiva al Fatto Quotidiano “una truffa” la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti promossa dal ministro Nordio e sostenuta dal referendum confermativo. Secondo Ferrajoli, la riforma rappresenta “un atto politico contro i giudici” e mira a “sopprimere l’indipendenza del pm”, aprendo la strada “alla corruzione e a tutti i delitti dei potenti”. Ferrajoli ha spiegato che la separazione delle carriere è già stata di fatto realizzata: “La separazione è stata già realizzata dalla riforma Cartabia. Oggi i passaggi da un ruolo all’altro sono lo 0,4%. Sarebbe bastata una leggina ordinaria.”
Ha poi aggiunto che l’obiettivo reale è un altro: “L’obiettivo è mettere un primo timbro post-fascista sulla Carta e aggredire il potere giudiziario indebolendo il Csm. Come avviene in tutte le autocrazie elettive intolleranti del controllo giudiziario sulle loro illegalità.”
Il filosofo ha criticato con forza le dichiarazioni del vicepremier Tajani sulla polizia giudiziaria: “L’ultima arriva da Tajani che mette in dubbio se sia ‘giusto o meno conservare la polizia giudiziaria sotto l’autorità dei pm’. È l’ennesimo segno dell’analfabetismo istituzionale di questo governo e della posta in gioco dietro il falso obiettivo della separazione: sopprimere, se la destra si sentirà autorizzata dalla vittoria del Sì, un altro fondamentale principio della Carta: ‘L’autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria’.”
Proseguendo, ha precisato le conseguenze: “L’iniziativa penale passerà alla polizia e perciò al governo. L’indipendenza del pm sarà di fatto soppressa. Via libera alla corruzione e a tutti i delitti dei potenti.”
Verso il premierato elettivo e la fine della Costituzione antifascista
Il giurista ha collegato la riforma al progetto più ampio della maggioranza: “Mi pare evidente che una vittoria del Sì aprirebbe la strada al premierato elettivo. Morirebbe la Costituzione antifascista nata dalla Liberazione. Sarebbe la costituzione della destra. I padri costituenti non sarebbero più Terracini e Calamandrei, Dossetti e Foa, Mortati e Basso. Sarebbero Meloni, Nordio, Salvini, Tajani.” Ferrajoli ha smentito categoricamente le rivendicazioni del Guardasigilli: “Vassalli non ha nulla a che vedere con questo obbrobrio.” Riguardo al riferimento al piduista Licio Gelli fatto da Nordio, ha dichiarato: “Di nuovo il falso argomento che occulta le vere finalità della riforma. Anche nel progetto Gelli le proposte sulla magistratura si inserivano, non a caso, in un piano di demolizione della nostra democrazia costituzionale.” Ha poi continuato: “È il governo che ha creato lo scontro con quest’insensata riforma blindata. I tempi strettissimi per la campagna referendaria sono la prova che si vuole proprio lo scontro, e non il confronto e la più ampia informazione.” Sul sorteggio per i componenti togati del Csm ha aggiunto: “È un atto di sfiducia nell’autogoverno dei magistrati. Equivale a negare il ruolo del Csm quale istituzione deputata al governo della magistratura e alla difesa della sua indipendenza.”
Fonte: il Fatto Quotidiano
Foto © Imagoeconomica
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