L'Ecuador rafforza la cooperazione con l'Europa nella lotta al narcotraffico e inaugura a Guayaquil il nuovo Centro di fusione di intelligence Europa-Ecuador, nodo strategico per lo scambio di informazioni e il contrasto alle reti criminali. All'evento ha partecipato l'ambasciatore d'Italia in Ecuador Giovanni Davoli, insieme ai ministri ecuadoriani dell'Interno, della Difesa e degli Esteri. Il diplomatico italiano ha ribadito che la cooperazione con l'Ecuador nel contrasto al crimine organizzato transnazionale rappresenta una priorità per i paesi europei. Presente anche il direttore del progetto italiano di diplomazia giuridica Itajus, che fornisce consulenza e formazione alle autorità locali nelle attività antimafia. La nuova struttura nasce a Guayaquil nel quadro di un accordo di cooperazione che prevede la condivisione di dati con il Centro operativo internazionale di analisi di intelligence marittima per gli stupefacenti (Maoc-N), con sede a Lisbona dal 2007 e composto da forze di polizia, dogane e militari di diversi Paesi europei e latinoamericani. Secondo il ministero della Difesa di Quito, il lavoro congiunto rafforzerà le operazioni contro il narcotraffico, con particolare attenzione al golfo di Guayaquil, e contribuirà a ridurre i flussi illeciti diretti verso l'Europa e altri mercati. Il nuovo polo di intelligence fa parte del progetto Eufort-Ec, promosso dall'Unione europea, e avrà il compito di raccogliere, analizzare e trasformare informazioni in intelligence strategica e operativa sulle rotte e sulle catene logistiche utilizzate dalla criminalità organizzata. Stime internazionali indicano che circa il 70% della cocaina mondiale transita dall'Ecuador, in gran parte diretta verso l'Europa.
Immagine di copertina realizzata con supporto IA
Ecuador ed Europa uniscono l'intelligence contro il narcotraffico
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