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Il giovane, iscritto per alcuni anni all’università di Messina al corso di Scienze Geofisiche per il rischio sismico, è stato ucciso il 9 gennaio a Dareh Deraz durante le proteste contro il regime degli ayatollah 

Yassin Mirzaei, giovane studente che per alcuni anni è stato iscritto all’università al corso di Scienze Geofisiche per il rischio sismico all’Università di Messina, è tra le vittime delle recenti proteste contro il regime degli Ayatollah. La sua morte rappresenta l’ennesimo tragico episodio di una repressione che continua a colpire duramente la popolazione civile, in particolare giovani e studenti. Secondo le prime informazioni disponibili, Yassin Mirzaei è stato ucciso il 9 gennaio a Dareh Deraz, durante una manifestazione di protesta contro il governo. Le circostanze precise dell’uccisione non sono ancora state chiarite, ma fonti locali riferiscono di scontri tra manifestanti e forze di sicurezza, nel contesto di una risposta sempre più violenta alle mobilitazioni popolari.
La notizia della sua morte ha suscitato profonda commozione nel mondo accademico e tra quanti lo avevano conosciuto durante il suo percorso universitario. Yassin aveva intrapreso studi nel campo delle scienze geofisiche, con particolare attenzione al rischio sismico, un ambito di ricerca volto alla prevenzione e alla tutela delle comunità. Un impegno che rende ancora più drammatico il contrasto con la violenza che ha segnato la sua fine.
Negli ultimi mesi le proteste contro il regime degli ayatollah si sono intensificate, coinvolgendo ampie fasce della popolazione e assumendo una forte dimensione studentesca. Università e scuole sono diventate luoghi simbolo del dissenso, ma anche bersagli di controlli, arresti e interventi repressivi. In questo contesto, la morte di Yassin Mirzaei si inserisce in una lunga lista di vittime, molte delle quali giovani, colpite mentre chiedevano maggiori libertà e diritti fondamentali.
Organizzazioni per i diritti umani e osservatori internazionali continuano a denunciare l’uso eccessivo della forza da parte delle autorità, chiedendo chiarezza sulle responsabilità e il rispetto delle libertà civili. Intanto, il nome di Yassin Mirzaei si aggiunge a quelli di chi ha perso la vita durante le proteste, diventando simbolo di una generazione che paga un prezzo altissimo per la propria richiesta di cambiamento. 

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