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L'editoriale

Il 2026 e il 2027 sono i due anni difficili che toccherà affrontare. Non che il ‘25 abbia scherzato: dittatori, massacri, ducetti e duci (soprattutto dove prima c’era democrazia); tuttavia è stato anche un anno interessante, coi ragazzi in piazza, indignazione per i massacri, i primi malumori. Anni 20, insomma: che possono finire o bene o male, o malissimio, o al meno peggio.
Si decide esattamente ora, in queste cento settimane. Non si decide coi carrarmati (che creano solo dividendi) ma con l’opinione di massa, laddove c’è e laddove si deve fare. Un tempo era elegante e “politica”, oggi è più rudimentale: i più ricchi comandano (oligarchi, tycoons e via dicendo) e debbono semplicemente rimbambire tutti gli altri; costringerli tutti assieme non si può.
Mettiamo che in una città una famiglia ricca (peraltro rissosissima e truffaldina) possieda tutto; nel medioevo avrà degli armigeri e in epoca piu moderna anche dei giornali. Che imboniranno il popolo, i cui elementi piu rozzi si “vendicheranno” devastandogli gli uffici. Il governo (ogni famiglia ricca ne possiede uno) coglierà la palla al balzo per devastare i quartieri più malcontenti. Il resto segue.

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A questo punto la predica dell’amico cronista giè la sapete: non devastare i giornali bensì farne di buoni; fare informazione attendibile, organizzarla seriamente, pazientemente imparandone tutti i trucchi. Con calma, nei ritagli di tempo, quando non c’è di meglio da fare... No!
La novità è che il tempo oramai è molto poco. Tutto va in fretta: non vogliono più contarvi una balla ogni tanto ma proprio cambiarvi la vita, ritrasformarvi in primati, ricacciarvi indietro. Hanno i mezzi per farlo: non tanto la forza bruta, quanto la loro “comunicazione” e “cultura”. E’ già successo altre volte e può succedere (o amche non succedere) anche ora.
La novità è che il tempo oramai è molto poco. Tutto va in fretta: non vogliono più contarvi una balla ogni tanto ma proprio cambiarvi la vita, ritrasformarvi in primati, ricacciarvi sull’albero. Hanno i mezzi per farlo: non tanto la forza bruta, quanto la “comunicazione” e “cultura” di cui sono padroni. E’ già successo altre volte e può succedere anche ora. Stavolta si gioca tutto, ma proprio tutto.

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Perciò dovete sbrigarvi. Organizzarvi in gruppi (tipo Siciliani se volete) e collegateli fra loro. Fare giornali, volantini, tic-toc e ogni altra cosa, ma farli bene. Imparare a farli, imparare la comunicazione. Studiate (studiate!) il giornalismo, di ieri, di oggi e di domani. “Studiare” è la parola magica. “Entusiasmo” è quella pericolosa. Trovate esempi e studiateli, mettendoci il tempo dovuto. Poi, andate avanti per una vostra strada. Non è dibattito, questo, non è teoria. E’ la vostra vita. Alcune pagine nostre sono proprio noiose. Elenchi di gruppi e compagni, di città, di copertine. Sono degli strumenti di lavoro. E sono per voi.

Visita: isiciliani.it
  

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