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Non tutti gli avvocati sono schierati a favore della separazione delle carriere: c'è una grossa fetta che, invece, ha costituito un comitato apposito, “Avvocati per il No”, il 10 dicembre 2025 a Roma, che in meno di un mese ha raggiunto oltre 200 iscritti, con rappresentanze in 24 capoluoghi di Corte d’Appello su 26. Ne fanno parte diversi legali illustri come Franco Coppi a professionisti noti come Giuseppe Iannaccone, Mitja Gialuz, Cataldo Intrieri, Davide Steccanella, Michele Gentiloni Silveri.
Il presidente del comitato è il penalista romano Franco Moretti, specializzato in diritti umani, che ha difeso tra gli altri l’ex sindaco Ignazio Marino e la madre di Gaia von Freymann (la 16enne uccisa da un pirata della strada nel 2019). Per gli avvocati sostenitori del No, il vero scopo della riforma non è separare i percorsi professionali di giudici e pm – già oggi quasi non comunicanti – ma “alterare lo Stato di diritto” tramite il sorteggio dei membri dei due futuri Consigli superiori della magistratura e la creazione di un giudice speciale, l’Alta Corte, a cui sarà affidata la funzione disciplinare nei confronti dei magistrati. La modifica costituzionale, si legge nel manifesto del comitato, “è fatta per proteggere i politici, cambia l’equilibrio dei poteri e danneggia i cittadini”, ma “non risolve nessuno dei reali problemi della giustizia, né modifica la disciplina della responsabilità del magistrato per gli eventuali errori commessi”.
Ricordiamo che lo stesso ministro Carlo Nordio aveva confessato apertamente lo scopo della riforma il 3 novembre 2025: "Mi stupisce che Elly Schlein non capisca che questa riforma gioverebbe anche a loro, nel momento in cui andassero al governo". Altro che rendere la giustizia più efficiente. Questa proposta serve a chi governa: a destra oggi, a sinistra domani. Serve a evitare 'invasioni di campo', cioè a tenere i giudici lontani da inchieste scomode che possano disturbare la politica: corruzione, voto di scambio, mafia, abusi di potere. “Questa riforma intacca libertà e giustizia e i cardini della separazione tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario. E va a smontare il Csm, di cui mio padre era vicepresidente quando fu ucciso”, ribadisce al 'Fatto' Giovanni Bachelet, figlio del giurista Vittorio Bachelet, assassinato dalle Brigate Rosse sulle scale della Sapienza, quasi 46 anni fa. Intanto l’iniziativa popolare per chiedere il referendum costituzionale sulla riforma della separazione delle carriere ha ormai superato quota 250mila firme, dunque oltre la metà delle 500mila richieste.
Si può firmare cliccanto su questo link, usando lo Spid o Carta d’identità elettronica. La petizione è aperta dal 22 dicembre sul sito del ministero della Giustizia, dopo che 15 giuristi hanno presentato in Cassazione una richiesta alternativa a quella depositate dai parlamentari di maggioranza e di opposizione (ammesse lo scorso 18 novembre). Se entro il 30 gennaio verrà superata la soglia delle 500mila firme, il Comitato promotore potrà depositare il quesito e acquisirà una serie di diritti nella campagna referendaria, come l’accesso ai rimborsi elettorali e gli spazi televisivi in base alla par condicio. 

Foto © Imagoeconomica 

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