Cos'è la Corte dei Conti?
È un giudice garante imparziale degli equilibri economico finanziari del settore pubblico e della corretta gestione delle risorse, al servizio della collettività. Questo secondo le numerose sentenze dalla Corte costituzionale.
In parole più pratiche è un organo di controllo su come viene speso il denaro dei cittadini da parte dei pubblici amministratori.
La Corte dei Conti oggi è stata riformata: il Senato ha infatti approvato in via definitiva la riforma; i voti a favore sono stati 93, i contrari 51, gli astenuti 5.
Si tratta, come ben intuibile, di una vera e propria "rivalsa" contro la Corte per la recente bocciatura del procedimento governativo sul Ponte sullo Stretto. “Si impone al Parlamento di votare in tutta fretta questa riforma perché il 31 dicembre scade lo scudo erariale”, ha ricordato il senatore dem Walter Verini nel suo intervento in Aula. “Il sospetto è che Governo e maggioranza vogliano soltanto esercitare qualche forma di vendetta e di sottomissione verso una magistratura che – compiendo il suo dovere – ha segnalato pesanti irregolarità sul Ponte sullo Stretto di Messina e sul Centro per migranti in Albania, emblemi dei tanti flop di questo Governo”. Il Procuratore di Napoli Nicola Gratteri aveva già commentato la cosa nel il 27 marzo scorso a Piazza Pulita “La riforma della Corte dei conti è un colpo di spugna. Si parla molto poco di questa riforma. I pubblici amministratori possono fare quello che vogliono senza dare conto a nessuno e senza avere un minimo di responsabilità. Nell’attuale sistema essi rispondono solo per colpa grave" ma ora "essi risponderanno solo se fanno un danno con dolo, nessuno pagherà più. Pagheranno solo gli italiani".
In modo molto semplice, la proposta di legge sulla responsabilità erariale stabilisce che, se un funzionario pubblico causa un danno alle finanze pubbliche senza dolo o arricchimento personale, dovrà risarcire solo una parte del danno. In concreto, la Corte dei conti potrà far pagare al massimo il 30% del danno accertato e, comunque, una somma non superiore a due volte lo stipendio lordo del responsabile.
Vale a dire che se il danno erariale era '100' l'amministratore pagherà solo '30' e il restante lo metteranno “i cittadini con le tasse“, ha spiegato in un’intervista a La Stampa Donato Centrone, presidente dell’Associazione magistrati della Corte dei Conti.
La maggioranza ha spiegato questa scelta dicendo che la buona fede degli amministratori politici viene data per scontata, salvo prova contraria. Questa nuova regola non vale solo per il futuro, ma si applica anche ai procedimenti già in corso che non si sono ancora conclusi con una sentenza definitiva. Inoltre, la legge prevede sanzioni economiche per chi provoca ritardi significativi, superiori al 10%, nei procedimenti legati ai progetti del PNRR e del PNC. La limitazione della responsabilità erariale anche per i casi di colpa grave, unita al fatto che la prescrizione inizierà a decorrere, anche nel caso di occultamento doloso del fatto, nel momento della commissione del fatto e non nel momento della scoperta, per i dem “manifesta la palese irragionevolezza di queste norme, che certamente non supereranno il vaglio di costituzionalità“. Secondo il Pd è come se “si incentivasse il colpevole ad occultare il fatto causa di danno erariale, da un lato, mentre la previsione di una riduzione della responsabilità contabile per il singolo al 30% del pregiudizio accertato si sostanzia in una enorme deresponsabilizzazione dei pubblici amministratori che scaricano sulla collettività il restante danno erariale“.
I nodi della riforma
Da molti mesi quindi un organo di garanzia, vitale negli snodi del sistema democratico, è posto sotto scacco da questo radicale cambiamento delle proprie funzioni.
Ma quali cambiamenti sono stati apportati?
La Corte dei Conti non potrà più punire i funzionari quando causano un danno ai soldi pubblici, anche nei casi di colpa grave. In pratica, l’idea è proteggerli dalle conseguenze per i danni fatti alle risorse pubbliche, tranne in caso di dolo, cioè quando il danno è stato fatto intenzionalmente. Il quadro che emerge non lascia dubbi in ordine alla possibilità di favorire l’impunità per i politici coinvolti in cattiva gestione dei fondi pubblici. Inoltre la riforma che va emergendo potrebbe indebolire il sistema dei controlli sulle risorse pubbliche, riducendo la possibilità di chiedere conto agli amministratori degli eventuali danni erariali causati. La maggioranza di governo ha giustificato questo obbrobrio con "la paura della firma del funzionario pubblico che affligge il funzionamento della pubblica amministrazione italiana”, come indicato nella relazione che accompagna il disegno di legge. Fin dall’inizio, questo disegno di legge presenta situazioni anomale: il testo è stato reso disponibile solo due mesi dopo la presentazione ed è stato più volte riscritto con modifiche profonde da parte dei relatori. Nonostante le audizioni di figure autorevoli come il Presidente e il Procuratore Generale della Corte dei conti, dell’Associazione dei magistrati, e la presentazione di documenti tecnici che evidenziavano chiaramente molte criticità, nessuna di queste osservazioni è stata presa in considerazione. Da ciò nasce l’impressione che il ruolo del Parlamento sia secondario rispetto a decisioni prese altrove. Questa sensazione emerge anche seguendo i lavori delle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, dove gli emendamenti dell’opposizione vengono sistematicamente respinti, spesso senza un reale dibattito, mentre quelli della maggioranza, pochi ma molto problematici, vengono approvati anche quando appaiono difficilmente giustificabili, dando l’idea di un processo già deciso e privo di vero confronto. Infine si introdurrà anche per la magistratura contabile la separazione per funzioni di magistrati requirenti e giudicanti e si aumenteranno i poteri del procuratore generale, anche quelli sui procuratori regionali. Viene poi applicato in modo abnorme il controllo presentato della Corte dei Conti sugli atti. Non è qualcosa di positivo in quanto si scarica letteralmente tutta la responsabilità sui magistrati contabili, intasando i canali di controllo. E se i magistrati non riescono a controllare adeguatamente gli atti di un progetto perché oberati di lavoro? Il progetto passa in base al 'silenzio assenso' e l'amministratore pubblico viene sollevato da ogni responsabilità.
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